Uomini e libri



“Aveva letto, voltato le pagine, divorato carta; ah, e là
dietro, dietro l’infame muro di libri c’era stata la vita,
cuori erano bruciati, passioni si erano scatenate, sangue
e vino erano corsi, erano accaduti l’amore e il delitto“.
(Herman Hesse, L’uomo con molti libri)
Ho un riverente rispetto per le biblioteche, ma soprattutto un’attrazione sopra le righe.
“Fanno” casa, parlano di chi ha scelto, ordinato, vissuto quei libri.
Respirano e profumano di assenze e presenze.
Sono doni di sé fatti e ricevuti, frammenti di voci e vite strappati a viva forza alla dispersione.
Finestre spalancate in cui aria e luce irrompono incontenibili, o persiane appena accostate perché filtri goccia a goccia un chiarore che non disturba il dormiveglia.
Sono corpo vivo e pulsante, miniera illimitata di indizi dentro e fuori le pagine.
Che le “dimore dei libri” siano di carta, o di celluloide, o inventate, custodiscono memoria e verità.





Leggere compromette la stupidità






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