Squilibri

[Leggo per trovare domande]

Corpi vivi

Le parole chiave stanno sulle dita di una mano, a volte in un pugno di mosche, altre ancora in un baule pieno di gente.

Sorprenderle, in ordine sparso su un foglio di appunti volanti o nel loro abito buono già pronte per il ballo, è come entrare nel laboratorio dell’alchimista, affollato soprattutto di personaggi in cerca di lettore, ma anche di passati e presenti concreti e alternativi, o di libri progettati e mai (o non ancora) scritti.

Lì le parole sono come corpi vivi, che nella rabbia o nella stizza fanno persino prudere le mani e venir voglia di prenderle a schiaffi. “Corpi tattili, sirene visibili, sensualità incorporate“, una dimensione fisica che sobbolle e continuamente diviene, si fa, ci attraversa, si espande nei nostri spazi, li occupa, talvolta costringendoci ai margini, a fare i conti con un ordine, una misura, una regola troppo spesso ignorate.

D’altro canto anche lì dove – prima ancora di scrivere sé stessi sui muri – si legge nelle cose e nei bordi sporgenti, negli anfratti della materia e nelle pieghe dei malumori, anche lì le parole sembrano essere più pesanti di ogni altra cosa, più delle pietre, della notte, dell’acqua; più dell’amore.

25 Giugno 2006 - Pubblicato da Stefania | Antonio Tabucchi, Fernando Pessoa | , | Ancora nessun commento.

Non c’è ancora nessun commento.

Lascia un commento