Dentro, le immagini
Otto anni fa, il 5 ottobre 1998, moriva Federico Zeri.
A onorarne la memoria e l’opera di una vita intera arriva a Bologna la Fondazione che ne porta il nome, sistemata nel restaurato convento di Santa Cristina, un complesso architettonico di età rinascimentale adeguato per l’occasione e completamente funzionale ad ospitare “grandi numeri”.
Come quelli della biblioteca di Zeri, composta da circa 90.000 volumi tra libri d’arte, riviste e cataloghi. E soprattutto quelli della fototeca, più di 290.000 immagini provenienti dall’archivio privato del grande storico dell’arte, inventariate, schedate, digitalizzate e trasferite online grazie ad un’accurata catalogazione in corso ormai da tre anni, che ha già raggiunto l’obiettivo della fruibilità per 22.000 fotografie e ne conta altre 40.000 in corso d’opera.
Dello stravagante e fascinoso cultore del bello e delle arti, che per tutta la vita ha condotto la sua ostinata battaglia contro il degrado del patrimonio artistico italiano firmando decine di importantissimi saggi e pubblicazioni specialistiche, mi piace ricordare in questa occasione un risvolto sicuramente meno noto, ovvero la passione per l’intrigo e la scrittura “gialla” ambientati nel mondo dell’arte (in tempi decisamente pionieristici), in coppia (inconsueta e vincente) con una giornalista appassionata di romanzi di spionaggio. I risultati restano ancora oggi di incisività, ironia, complessità e classe insuperate, oltre ad offrire – ancora una volta – gli strumenti indispensabili allo sguardo per condurci dietro l’immagine, oltre le cose che appaiono e quasi mai corrispondono al vero.
Carmen Iarrera, Federico Zeri
Mai con i quadri
Longanesi, Milano 1997
Uno sguardo indiscreto
Longanesi, Milano 1999
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Leggere compromette la stupidità






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