Da Oriente a Occidente
San Nicola
Splendori d’arte d’Oriente e d’Occidente
Bari, Castello svevo
7 Dicembre 2006 – 6 Maggio 2007
Sappiano i forestieri che il Santo venerato con medesimo ardore da Oriente a Occidente non avrà occhi che per loro, come tradizione vuole, nonostante la notte devota e insonne appena trascorsa. Che nel suo nome multiculturale e in suo onore, accantonata per un attimo la devozione pellegrina che da dieci secoli fa della sua basilica un reliquiario vivente e uno scrigno di arti, sfileranno da oggi – e fino alla memoria primaverile del suo arrivo su questo suolo – sguardi d’artista lunghi quindici secoli, il respiro del Sinai, l’oro di Bisanzio, il rigore ortodosso di tutte le Russie, la Rinascenza italiana, l’immaginario popolare e finanche l’iterazione ossessiva del mito, tutta contemporanea e ormai altrove. Un lungo rosario occidentale di culto e cultura da Beato Angelico a Andy Warhol, incrostato di icone e nodi d’Oriente dai quali sguscia – inafferrabile – il senso ieratico e devozionale di un’immagine che è memoria genetica di una larga fetta di Mediterraneo.
A margine: un libro, che sa di Brasile e di India, di Argentina, Siria, Grecia, di Polonia e Albania, di Slovacchia e di Bosnia. Dopo il viaggio biografico nella storia e nell’arte, un’agiografia immaginaria nata dalla penna di dieci scrittori migranti. Una scrittura “plurale” che abbatte barriere e distanze nutrendosi di un’ancestrale e intima familiarità con san Nicola; e restituendo un mito di respiro “globale” che sa parlare a tutti e a ciascuno di valori condivisi e trasversali come terre d’incontro.
Come questa città che spesso volta le spalle al mare e dimentica il Santo venuto da lontano tanto che oggi è lui a tornare, qui, dove sono mille anni che riposa e molti di più che è sognato. I forestieri – spesso – s’incontrano da millecinquecento anni senza saperlo.
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