Squilibri

[Leggo per trovare domande]

Saperi sapori

L’equilibrio è una di quelle cose pensate apposta per essere perdute, buono per addomesticare le paure, ma non i desideri e il loro abisso. Danni e dannati vengono da lì, irreparabili untori di guasti e perdizioni, e non so che misura abbiano il galleggiare straniato di tale deriva e un tempo dalle sponde – sconosciute allo sguardo – che non siano quelle della casualità, la stessa che ti fa “riconoscere” qualcuno entrato improvvisamente nella tua vita attraverso la resa docile della serratura alla sua chiave. Càpita di aspettarla da sempre la creatura destinata a smarrirti. Non sai esattamente dove l’hai vista, e magari non l’hai vista mai. Però sapevi l’odore delle sue parole, selvatico, primitivo, riluttante eppure curioso di te, il primo senso esperito, il primo perduto. Ogni andarsene che non sia una danza incide solchi come letti di fiumi estinti, tracce di voci lavate via dalla pioggia e dal tempo. È muto di disperante solitudine ciò che resta, ai nostri occhi che scavano l’imperfezione come luce radente.

Crederò di aver sognato.
Che tutte quelle cose, così vere,
Non ebbero corpo, né nome.
Che perdo
Un’ombra, un sogno ancora.

3 Marzo 2007 - Pubblicato da Stefania Mola | Josephine Hart, Pedro Salinas | | No Comments Yet

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