Storie d’ombra
«Fin dall’infanzia Stevenson è stato per me una delle forme della felicità».
(Jorge Luis Borges)
«La vita romanzesca non è adatta a uno scrittore di romanzi», neppure se decide di trasferirsi nell’isola di Samoa. Però lo stesso scrittore potrà agevolmente finire dentro una vita romanzata ad hoc, e in una finzione che a malapena si distingue dalla realtà. Succede se ad incontrarsi sono un allievo di Borges ed uno dei suoi scrittori amatissimi, con la complicità di certi temi di suggestione inesauribile.
A Samoa, Robert Louis Stevenson viene chiamato Tusitala, narratore di storie e di miti e conoscitore delle insondabili profondità della lingua e dell’anima. L’isola nella quale si stabilisce negli ultimi anni di vita è uno di quei luoghi in cui le cose sono “vere” solo quando abitano una storia. Se non raccontata la realtà – a Samoa – non esiste.





Leggere compromette la stupidità






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