Senza barba
“Colui che ride deve avere le ciglia alte e spaziose…”
(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura)
Lisa del Giocondo, il busto di tre quarti, pare a un passo dal nostro sguardo eppure già sfugge verso il fondo portando con sé il suo indecifrabile sorriso. E noi, storditi come da un’irresistibile ipnosi, possiamo dire tutto e il contrario di tutto.
Dall’ipotesi ormai ventennale che a stregarci sia non lei – sopravvissuta a furti, interpretazioni e dissacrazioni – ma Leonardo stesso nasce questo libro di Lillian Schwartz, da poco distribuito anche in Italia.
Che ripropone una legittima perplessità, adombrata nella breve nota in calce alla pagina della Cultura odierna di «Repubblica»:
Un argomento del genere appartiene più alla storia delle curiosità e delle stravaganze che a quella dell’arte – dice Antonio Pinelli, ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Pisa. – Che la Gioconda fosse una donna ce lo dicono le fonti. Per capire perché la sua identità sollevi ancora tanto clamore, occorrerebbe rivolgersi a degli psicoanalisti, più che a degli storici dell’arte.
Non c’è ancora nessun commento.





Leggere compromette la stupidità






RSS - Posts