Mendel dei libri
In quel fantastico capolavoro architettonico che era la sua memoria doveva aver ceduto un pilastro, e l’intero edificio si era sgretolato.
La quarta di copertina – come spesso accade – inganna: «La storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce. Il sovrano di un mondo parallelo – un mondo di carta». Mi appare riduttiva almeno quanto l’opinione di Paola Capriolo nelle colonne del «Corsera» di due giorni fa. Perché Mendel (il libro e l’uomo) non è solo questo. O meglio: non solo questo vi è scritto nella storia e tra le righe che non possa essere percepito, anche dal lettore più distratto.





Leggere compromette la stupidità






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