Squilibri

[Leggo per trovare domande]

Siamo [anche] ciò che leggiamo

A me allora nessuno scrisse una lista di libri da leggere, perché non ce n’era bisogno, perché i libri ci venivano tra le mani, si proponevano e si imponevano da soli, a me e agli amici. Tutti leggevamo gli stessi libri, perché quelli erano i libri da leggere e non altri. [...] La differenza tra il tempo in cui io leggevo i libri che ti ho segnalato e oggi è enorme, parlo non solo della differenza nel leggere e scegliere i libri da leggere, ma del rapporto che da lettore si stabilisce con questi libri.

Per esempio oggi quando tu entri in una libreria, cara Sofia, è diverso da quando ci entravo io ai miei tempi. Allora mi sembrava di entrare in una casa che mi apparteneva e dove amici-libri mi aspettavano. Oggi invece è come andare in un supermercato, in un non-luogo, cioè. Che abbondanza! L’offerta è esorbitante, superiore ad ogni possibile ricezione. Vedi montagne di libri, piccole catene montuose di libri levarsi dal pavimento, pile di libri, cumuli, ammucchiate, perché gli scaffali non bastano e la quantità esige i suoi spazi. Ci sono i libri veri, quelli da leggere, e tanti altri, una moltitudine, superflui, effimeri, inutili, da non leggere. Entrare in una di queste librerie ed essere presi dallo sconcerto è la sensazione che più volte io ho provato. Non so tu.

Ma cara Sofia, tutto questo discorso non deve scoraggiarti, non è questa la mia intenzione. Per ora aggrappati a quei libri che ti ho suggerito nella mia lista, e vedrai che quelli a loro volta ti porteranno ad altri libri, come è successo a me. Ma ricordati che leggere è indispensabile comunque e in qualsiasi condizione, non solo perché terrà allenata la tua mente, ma perché ti lega a una tradizione che non tarderai a riconoscere, e dunque a un’identità. Ricordati che la letteratura è la nostra memoria. e leggere significa stabilire un legame con l’umanità che ci ha preceduto, con le passioni e le emozioni, il dolore, la gioia, la speranza che gli uomini hanno sentito nel tempo. Emozioni e passioni umane che ci aiutano a restare umani e che non sono diverse dalle nostre, anche se infiniti e diversi sono i modi in cui ci sono state trasmesse.

[Raffaele La Capria, Cara Sofia..., nella pagina della Cultura del «Corsera» di domenica 7 settembre 2008]

8 Settembre 2008 - Pubblicato da Stefania Mola | Raffaele La Capria | , | 7 Commenti

7 Commenti »

  1. mai stata più d’accordo! Anzi, direi che siamo soprattutto quel che leggiamo! :)

    Comment di francesca | 9 Settembre 2008

  2. Benvenuta, cara Francesca.
    Sappi che non ho saputo resistere al tuo blog, non tanto (e non solo) perché si parla di libri, ma perché si sorseggia il caffè. Con l’ausilio delle tue tazzine (che ho inserito nella mia dispensa) potrei smetterla di somministrarmelo via flebo… :D

    Comment di Stefania Mola | 10 Settembre 2008

  3. Sai cosa mi piacerebbe… che tutte le parole dei libri che entrano ed escono da i miei pensieri, che sono sempre lì anche nei sogni, aggrappate, scivolose, conficcate, si intrecciassero, per raccontarmi la storia di tutte le storie.
    Invece restano mute e mi tocca consolarmi, a parole mie.
    Abbraccio.

    Comment di ange | 10 Settembre 2008

  4. Quante letture ti attendono cara Sofia, e come ti invidio le emozioni che ti riserveranno tanti libri che nella lista non ci sono entrati…
    Ed il bello è che la lista è infinita, perché ognuno ha la sua. E le emozioni pure.
    A volte vengo sopraffatta da tanta moltitudine, dai libri che si accumulano sul comodino, dai segnalibri che non sempre si spostano veloci quanto vorrei, dalle scoperte che si aggiungono agli arretrati… Ma già, è proprio lì il bello, no? :-)

    Comment di voltandopagina | 10 Settembre 2008

  5. Ange,
    io credo che accada, ogni tanto. Che dei tanti libri sedimentati dentro le parole facciano un’unica storia (della quale non ricordiamo l’incipit e siamo ben lontani dalla parola “fine”). Credo che sia quel “filo” che ci porti da un libro all’altro, da una storia all’altra in maniera apparentemente casuale, sulla scorta di una sollecitazione, di una lettura occasionale, di un incontro. È questo il motivo per cui i lettori “onnivori” non sono guidati nelle loro scelte da una scaletta o da una classifica. Ma da quella storia che i libri letti e sedimentati scrivono dentro, e che li spinge a voltare pagina con lo sguardo proteso sempre in alto a sinistra, come scriveva Erri De Luca.
    Abbraccio a te, buona giornata. :D

    Voltandopagina
    mai un nick fu più appropriato. :) Senza premeditazione mi riallaccio alla “lista” di cui parli, ché davvero ognuno ha la sua, soprattutto di buoni propositi e affanni (sapendo che una vita sola non basterà a sapere come va a finire la storia di tutte le storie). Che l’irresistibile fascino della lettura sia quello di restare un’opera aperta (o incompiuta)? :D

    Comment di Stefania Mola | 11 Settembre 2008

  6. Eppure, la lista dei libri io l’ho proposta a mia figlia adolescente. Così, mi venne l’idea dell’educazione letteraria. Iniziai con i classici dell’ottocento, inglese soprattutto.
    Anni dopo, veva quindici anni, per la precisione, al mio compleanno si presentò con “Balzac e la piccola sarta cinese” e mi disse: “Ora sono io che li regalo a te”. Con una soddisfazione!
    All’interno c’era la dedica : mi ringraziava per averle fatto amare i libri.

    Comment di ange | 14 Settembre 2008

  7. Mia figlia è improvvisamente entrata nell’età dell’anarchia. Quella in cui Viaggio al centro della terra, Il giro del mondo in 80 giorni e Piccole donne, pur ardentemente desiderati, restano intonsi a far bella mostra di sé sul comodino e a parziale “risarcimento” delle apparenze: vuoi mettere con High school musical? Quella in cui è normale abbandonare un libro dopo venti pagine pur senza appellarsi al decalogo di Pennac. Quella in cui si preferisce aspettare che il libro a lungo “consigliato” venga semplicemente inflitto, magari dall’insegnante di italiano. Taccio e aspetto. Fiduciosa. Mentre mi godo la fase onnivora di mio figlio più piccolo, che pur di farsi perdonare le frequenti intemperanze leggerebbe a oltranza. :D

    p.s. Mi sa che per i ringraziamenti – a me – c’è tempo… :lol:

    Comment di Stefania Mola | 14 Settembre 2008


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