Sombras

Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza e Fundación Caja Madrid
10 febbraio – 17 maggio 2009
De pictura initiis incerta nec instituti operis quaestio est. [...] omnes umbra hominis lineis circumducta [...] Fingere ex argilla similitudines Butades Sicyonius figulus primus invenit Corinthi filiae opera, quae capta amore iuventis, abeunte illo peregre, umbram ex facie eius ad lucernam in pariete lineis circumscripsit, quibus pater eius inpressa argilla typum fecit [...]
“La questione degli inizi della pittura è molto incerta [...] tutti comunque concordano che nacque dall’uso di tracciare con delle linee il contorno dell’ombra umana [...] Butade siconio, vasaio, per primo trovò l’arte di foggiare ritratti in argilla, e questo a Corinto, per merito della figlia che, presa d’amore per un giovane e dovendo quello andar via, tratteggiò il contorno della sua ombra proiettata sulla parete dal lume di una lanterna; su queste linee il padre impresse l’argilla, riproducendo i tratti del volto”.
(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXV, 15; 151)
Dal contorno di un’ombra tracciato sulla parete, il corpo. “Nonostante si voglia far nascere la pittura dall’ombra, in nessuna disciplina intellettuale la lotta con l’ombra è stata più drammatica di quanto lo è stata nella pittura“.
Eppure l’ombra, in un dipinto, non è solo assenza o desiderio d’amore, come la leggenda (ancorché menzionata nella sezione dedicata alla scultura) lascerebbe credere, ma la vita[lità] stessa delle cose rappresentate.
Che siano figure letterarie, strumenti di conoscenza, elementi narrativi, pensieri visibili, simboli, indicatori di prospettive e di anime, apparenza e duplicato delle cose, le ombre raccontano un mondo di luce, di forme, distanze, profondità.
Tutte le ombre parlano del sole, sottovoce.
(Emanuel Carnevali, da Il primo dio, 1919)





Leggere compromette la stupidità






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Una mia amica pittrice me ne ha parlato tanto di questo, e mi ha fatto vedere effettivamente l’effetto dell’ombra dal vivo della pittura. Sempre interessante leggerti, ma so che sarebbe ancora più bello sentiriti parlare… Giulia
Giulia,
ti ringrazio di cuore per le tue parole e mi rammarico di non poter dedicare altro tempo che quello della lettura silenziosa delle persone che mi piace seguire. Piacerebbe anche a me poterne – un giorno – parlarne de visu, di questa e di tante altre cose, semplicemente, invece che dall’anonimato di uno schermo pieno di pixel.
Ti leggo, ti ascolto, cara amica. Grazie.