Un tale volle chiedere a un folle di Dio: «Dimmi, cosa è mai questo mondo? Cos’è mai questa nostra immensa dimora?». Quegli rispose: «Questo mondo di gloria e d’infamia è simile ad una palma dagli infiniti colori. Se qualcuno sfregasse la sua corteccia con le mani, si scioglierebbe come cera. Ma essendo fatto realmente di cera, che altro può essere? E quegli infiniti colori in realtà sono pure apparenze! Poiché tutto è pura unità, ogni dualità è qui inconcepibile, per cui non ha senso dire io e tu. L’interminabile scala della creazione si snoda attraverso infiniti io e noi, e per questo è così facile cadere dai suoi gradini. Più in alto vuoi salire e più stolto ti dimostri, giacché scivolando conoscerai una caduta più rovinosa. Se non morrai a te stesso per vivere in Lui, sarai considerato un ribelle, giacché avrai scelto di associarti a un pugno di mosche. Ma se vivrai in Lui, potrai conoscere il mistero dell’unità: unità purissima, non volgare associazione».
Scultura, suoni, colori e profumi, in omaggio ad ogni possibile corrispondenza e sinestesia. Due installazioni realizzate da Roberto Paci Dalò, fondatore del gruppo Giardini pensili, per due masserie sospese tra il mare, gli olivi e l’Oriente.
A Torre Maizza Il colore del melograno, con il cielo che invade il soffitto incastrandosi in una perfetta e simbolica geometria e la terra vestita di mattonelle color porpora, a richiamare la tradizione armena secondo la quale di essa “si tingono cielo, e terra, e mare, del suo fuoco divampano i capelli, la barba e gli occhi del divinamente anziano fanciullo nascente”. Ed omaggio ad un titolo che porta con sé un film, una biografia e uno straordinario regista.
A Torre Coccaro La conferenza degli uccelli, ispirato al noto testo sufi di Farīd al-DīnʿAttār, con i tetti della colombaia e i camini popolati dalle sagome incerte e tintinnanti dei volatili di latta mosse dal vento, evocazione di un ritorno a casa da parte degli antichi abitatori di questo luogo.
Gli spazi nuovi si confondono con quelli antichi lasciando che lo sguardo, il pensiero e l’ascolto ritaglino la propria misura e quell’alchimia rara in cui materiali diversi si compenetrano e si trasformano in una sola armonia.

“L’interminabile scala della creazione si snoda attraverso infiniti io e noi”…
…specchi ombre e parole che ci replicano.
Un abbraccio forte forte :-*
Lù
È l’eterno incontro tra singolare e plurale, tra unicum e molteplice…
Un abbraccio forte a te