Affetti e distanze

Sono giorni in cui la parola tempo ricorre insistente, riaffiora ogni volta che ci si [sof]fermi, occhieggia tra le righe di letture capitate per caso tra le mani. È il tempo, in versione una e duplice, ad essere la chiave di questo libretto denso e spiazzante, invitando a rileggere le riflessioni attente e originali che il saggista e critico francese Maurice Blanchot dedicò al tema dell’amicizia.

Dal rapporto di amicizia tra Maurice Blanchot e Dyonis Mascolo nascono le pagine di Bruno Moroncini, che riprende il tema preoccupandosi di legarlo alle particolari circostanze storiche e alla loro portata di passaggio epocale. È il disastro del XX secolo lo sfondo di questa amicizia e lo spartiacque tra le riflessioni, senza il quale è incomprensibile la posizione di Blanchot, in bilico tra «speranza senza speranza», rottura, separazione e perdita irreversibile. Un disastro, quello di Auschwitz e dintorni, che solo la vera amicizia sa assumere in sé, conciliando l’inconciliabile e l’incompatibile di un “prima” e di un “dopo”.

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