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Di porpora e d’ali

Un tale volle chiedere a un folle di Dio: «Dimmi, cosa è mai questo mondo? Cos’è mai questa nostra immensa dimora?». Quegli rispose: «Questo mondo di gloria e d’infamia è simile ad una palma dagli infiniti colori. Se qualcuno sfregasse la sua corteccia con le mani, si scioglierebbe come cera. Ma essendo fatto realmente di cera, che altro può essere? E quegli infiniti colori in realtà sono pure apparenze! Poiché tutto è pura unità, ogni dualità è qui inconcepibile, per cui non ha senso dire io e tu. L’interminabile scala della creazione si snoda attraverso infiniti io e noi, e per questo è così facile cadere dai suoi gradini. Più in alto vuoi salire e più stolto ti dimostri, giacché scivolando conoscerai una caduta più rovinosa. Se non morrai a te stesso per vivere in Lui, sarai considerato un ribelle, giacché avrai scelto di associarti a un pugno di mosche. Ma se vivrai in Lui, potrai conoscere il mistero dell’unità: unità purissima, non volgare associazione».

Scultura, suoni, colori e profumi, in omaggio ad ogni possibile corrispondenza e sinestesia. Due installazioni realizzate da Roberto Paci Dalò, fondatore del gruppo Giardini pensiliper due masserie sospese tra il mare, gli olivi e l’Oriente.

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