Martigny, Fondation Pierre Gianadda
16 giugno – 23 novembre 2008
«I suoi temi riguardavano soprattutto le sottili perversioni quotidiane, la vita della strada o negli interni borghesi, le gite in montagna solo apparentemente innocenti. Schivo e isolato, l’artista non concede interviste, vieta ai fotografi di riprenderlo e si racconta che, in occasione di una sua retrospettiva alla Tate Gallery di Londra, egli abbia preteso che in catalogo non venissero inserite altre notizie biografiche oltre alla frase: “Balthus è un pittore del quale non si conosce nulla“».
- (Angela Vettese, Capire l’arte contemporanea, Torino 1996)

