Nell’Iliade appaiono due modi di rappresentazione. Il primo si ha quando Omero descrive lo scudo di Achille: è una forma compiuta e conchiusa in cui Vulcano ha rappresentato tutto quello che egli sapeva e che noi si sa su una città, il suo contado, le sue guerre i suoi riti pacifici. L’altro modo si manifesta quando il poeta non riesce a dire quanti e chi fossero tutti i guerrieri Achei: chiede aiuto alle muse, ma deve limitarsi al cosiddetto, e enorme, catalogo delle navi, che si conclude idealmente in un ‘eccetera’. Questo secondo modo di rappresentazione è la lista o elenco.
Da quella della spesa a quella dei buoni propositi, non c’è cosa che ci riguardi capace di sfuggire ad una lista, prima forma di organizzazione e classificazione, che la si voglia indicare come elenco, catalogo, enumerazione. E tuttavia non basta a illuderci di avere sotto controllo il mondo. C’è sempre un eccetera che impedisce di chiuderla, una vertigine che fa di ogni elenco – verbale o figurativo che sia – una “lista aperta”: nel caso decidessimo di cominciare ad enumerare l’infinito oggettivo delle stelle. E quell’eccetera – necessario – «ci pone, se ci mettiamo nella condizione di cercatori audaci e curiosi, in un punto d’osservazione che è al tempo stesso tremendo e carico di opportunità. È come se ci sistemassimo sul limitare del mondo finito (della lista) per lanciare il nostro sguardo verso l’ignoto, di ciò che è al di là del conosciuto, che va oltre il classificato, con la speranza di trovare un altro passo ubriaco verso quello che non sappiamo».

Guillaume Apollinaire, Ludovico Ariosto, Charles Baudelaire, Piero Bigongiari, Ives Bonnefoy, Josif Brodskij, George Gordon Byron, Dino Campana, Blaise Cendrars, Samuel Taylor Coleridge, Hart Crane, Gabriele D’Annunzio, Dante Alighieri, Emily Dickinson, Ugo Foscolo, André Frénaud, Johann Wolfgang Goethe, Jorge Guillén, Victor Hugo, Juan Ramon Jiménez, John Keats, Rudyard Kipling, Mario Luzi, Christopher Marlowe, Herman Melville, Pablo Neruda, Gérard de Nerval, Omero, Orazio, Ovidio, Giovanni Pascoli, Octavio Paz, Edgar Allan Poe, Aleksandr Puškin, Percy Bysshe Shelley, Robert Louis Stevenson, Rabindranath Tagore, Torquato Tasso, Charles Tomlinson, Giuseppe Ungaretti, Derek Walcott, Walt Whitman, Carmen Yáñez, William Butler Yeats.


Due pescatori intenti in gesti apparentemente meccanici, concentrati sulle smagliature di una rete infinita, massa vaporosa in cui nessuno saprebbe mettere le mani senza aggrovigliare irrimediabilmente la sua trama sottile. Piegati, assorti, indifferenti allo sciamare vociante addensato loro intorno in un pomeriggio come quello appena trascorso, di estate ancora non vinta, di sature luci aranciate e lavate dalla brezza più fresca della notte.

“Come appare gradita la terra a coloro che nuotano