Archivi categoria: Sylvain Maréchal

Ragionevoli subbi

La Ragione vuole che le donne contino le uova nel cortile e non le stelle nel firmamento.

Si diceva – nel post precedente – dell’illuminato Maréchal e dei mariti «libri viventi» per mogli pacificate e dedite solo al fuso e alla conocchia. Solo uno dei deliri del progetto di legge di cui il nostro si fece promotore considerando «quante devastazioni causano i romanzi e le opere di devozione nel tenero cervello delle donne» nonché «i gravi inconvenienti derivanti, per entrambi i sessi, dal fatto che le donne sappiano leggere». Uno dei tanti, come è facile (e istruttivo) cogliere scorrendo il testo e, soprattutto, le premesse.

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Brave ragazze

Jamais fille chaste n’a lu de romans, et j’ai mis à celui-ci un titre assez décidé pour qu’en l’ouvrant on sût à quoi s’en tenir. Celle qui, malgré ce titre, en osera lire une seule page est une fille perdue.
(Jean-Jacques Rousseau, Julie ou La nouvelle Héloïse)

Tornano le donne che leggono, sempre più pericolose. Tornano a sfilare più fiere e audaci che mai, grazie al museo immaginario allestito anche questa volta dal medesimo curatore, ed anche questa volta – nell’edizione italiana – corredato da un’inutile prefazione nostrana. Mentre sono sufficienti le pagine firmate da Stefan Bollmann (evidentemente lettore “scafato” senza la necessità di proclamarlo) con un titolo accattivante preso in prestito da Menandro – chi sa leggere ci vede due volte – a catapultarci fascinosamente dietro le quinte di quel che accade nel libro.

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