Jazz appeal

Gennaio 2010

A suo modo il (vocal) jazz mi ha cambiato la vita. :cool:
Approfittando del fatto che il piccolo di casa ha scoperto tre anni fa un precoce e incoraggiante talento pianistico, e non essendo mai troppo tardi per fare qualcosa che si desidera da sempre, mi sono calata nei panni dell’allieva e ho intrapreso con adeguata serietà la via del canto. Che oggi riempie i miei fine settimana, tra lezioni individuali, teoria e solfeggio.

In più, dalla scorsa estate, c’è uno straordinario appuntamento serale e settimanale con il Pentasamba, coro di samba organizzato da Marco Giuliani (mio insegnante) e Francesca Leone (due quinti dei Mezzotono, insomma). ;)

Roba seria, già “esposta” trionfalmente ad un pubblico numeroso e festante nel corso dell’annuale concerto degli insegnanti (quest’anno tenutosi il 10 gennaio presso l’hotel Sheraton Nicolaus della mia città) con i brani A barata e Maracangalha. Brani inclusi nel primo disco dedicato ai cori della scuola che frequento, Il Pentagramma.

Il repertorio del Pentasamba, per ora, oltre a A barata e Maracangalha già citati, comprende alcuni classici come Fato consumado, De frente pro crime, O homem falou, Canto de Ossanha, Formosa, Trem das Onze, Daniela, Samba bom
Il mio personale – tra jazz, R&B e alcune ballads – sul quale studio e mi arrovello con entusiasmo crescente, va da You don’t know what love is fino a Easy to love, passando per The man I love, Georgia on my mind, I’m a fool to want you, I’m in the mood for love

Per punizione, ogni tanto, faccio figuracce tentando lo scat su Ornithology, ma in realtà aspiro a una sontuosa débâcle su How high the moon o One note Samba senza che Ella Fitzgerald, dall’altro mondo, se ne accorga. :lol:

Attualmente cerco di dare il meglio con Learn to be lonely, una pausa al di fuori del repertorio jazz, tanto per riprendere fiato. :D

Marzo 2010

Quando all’orizzonte si profila la “Maratona del Pentagramma” – ovvero il mese e mezzo di tour de force, compreso tra maggio e luglio, in cui si concentrano tutti i saggi finali degli allievi – le farfalle cominciano a svolazzare nello stomaco. Nel mio caso si tratta di calabroni impazziti, che evidentemente non sono in grado di domare nonostante nella mia vita abbia affrontato palchi ben più impegnativi del Salone dei Concerti della scuola. 8O

Tant’è… Per l’occasione, proprio in questi giorni, sto cercando di avere la meglio sull’anatole e le sue pazze variazioni, gattonando sul Rhythm Changes in Bb di Bob Stoloff, su Anthropology e I got rhythm, per arrivare a costruirci uno scat decente, quel minimo che lo faccia sembrare naturale quanto gli spensierati gorgheggi sotto la doccia (sempre che dai “piani alti” Ella Fitzgerald di cui sopra non si unisca a Sarah Vaughan, Anita O’Day e Betty Carter nella riprovazione facendomi pentire amaramente di averci solo provato). :roll:

Giugno 2010

Sono stata abbastanza secchiona da guadagnarmi una nota di merito sull’attestato 2009-2010, ma questo non basta a vincere i blocchi da palcoscenico, foss’anche solo quello della Scuola, sul quale – da solista – la strada è costellata di cali di tensione non richiesti. :lol: Con il Pentasamba e la forza del gruppo le cose vanno decisamente meglio, ma questo è un altro capitolo;)

24 Novembre 2010

La stagione 2010-2011 si annuncia promettente e il repertorio (dei miei tentativi) si espande. Non contenta di proseguire con le lezioni di Marco, e di aver già massacrato (da settembre ad oggi) capolavori come Lullaby of Birdland, Don’t blame me, Moonlight in Vermont, Stormy weather e Tenderly :shock: , al calar della sera di un paio di volte al mese seguo con assiduità anche il corso di Pratica del repertorio jazzistico cantato, tenuto da Francesca, attualmente in fase di blues, scale, improvvisazioni e scat. Siamo in 6, e tutto sommato con Centerpiece non ci siamo comportati malaccio; stiamo a vedere che succede stasera con All of me, che da una settimana ascolto ossessivamente nella versione della grande Ella sperando che qualche scheggia della sua interpretazione mi resti appiccicata nella memoria e sappia venir fuori al momento giusto. :cool:

10 Dicembre 2010

Reclutata per una jam session di bossa il 29 gennaio prossimo (a rischio e pericolo dei malcapitati musicisti di turno) mi preparavo tutta contenta a una discreta figura con Manhã de Carnaval, brano già sperimentato due anni fa e acquisito con accettabili risultati. Invece no! :shock: Mi tocca O pato, che mi ricorda tanto quando al liceo mi prestai a scimmiottare Il ballo del qua qua in una recita scolastica (qui il quem quem è decisamente più elegante e raffinato). In ogni caso, João Gilberto non è stato avvisato e speriamo rimanga per sempre all’oscuro di tutto… :roll:

9 Marzo 2011

La disfatta sul palco estivo allo Sheraton mi sarà inflitta con Stompin’ at the Savoy (per la serie una risata ti seppellirà: non avrai altro scat all’infuori del suo – di Ella) e (per la serie Disney in jazz: scegli il personaggio che più ti somiglia) Cruella De Vil, esibizione per la quale mi sarà risparmiata la totale immedesimazione comprensiva di chioma metà bianca e metà nera. :mrgreen:

Nel frattempo le lezioni individuali mi hanno catapultato nell’approfondimento dell’improvvisazione secondo la teoria, nel fascinoso mondo delle armonie, dei modi e dei vagabondaggi ascendenti e discendenti su e giù per le scale, in questo momento meditabonda sulla progressione II-V-I.

Le lezioni di Repertorio, invece, continuano dividendosi tra il blues e la bossa. Cercando di non diventare lo zimbello di tutti i batteristi, chitarristi e bassisti della scuola (nonostante gli incoraggiamenti e la fiducia della nostra stupenda Maestra) noi magnifici sei – ben assortiti come colore, fantasia e imbranataggine – ci cimentiamo ormai incuranti del pubblico ludibrio con Minha saudade e relativi tamborim, claves e simil maracas. Il vero problema è che non riusciamo a suonare e cantare contemporaneamente senza inscenare una performance di totale anarchia, sicché in sede di esibizione, dopo aver tenuto un po’ il ritmo, getteremo all’aria gli strumenti e tireremo fuori la voce (salvando la faccia). 8O

Con il blues siamo stati condannati a improvvisare su un collage composto da scala, Centerpiece, C-Jam Blues, Route 66 e Things ain’t what they used to be. Bello bello bello! :D

Il fatto è che – come si dice da queste parti – tutto questo m’impriscia assai! :cool:

2 Luglio 2011

Et voilà, la classe di Repertorio jazz I alle prese con il blues sul palco più grande dello Sheraton. Per dovere di cronaca diciamo che questa è una foto “storica”, colta quando l’esecuzione corale ancora non disturbava i mostri sacri del jazz che su di noi vegliavano evidentemente con attenzione. Pochi istanti dopo l’icona di Elis Regina ha cominciato a pendere da un lato, esausta…

4 Luglio 2011

Coming soon :D

Settembre 2011

Coming soon :D

3 Novembre 2011

Ho ponderato. Mi sono fatta assillare dai dubbi e straziare dai sensi di colpa (in fondo si tratta di dribblare la spesa del sabato e glissare sul pranzo della domenica). Poi ha fatto capolino una solenne crisi d’indegnità completa di orlo sul quale sporgersi pericolosamente (con tutte le favolose jazz singers che offre il mercato, che diavolo ti viene in mente di aggregarti alla festa?).

Ci sarò. 8O E potrei addirittura sottrarmi all’emozione del palco finale, non dovessi riuscire a riconciliarmi almeno con uno standard del mio sudato repertorio  e col relativo inevitabile scat su cui collassare (vedremo…).

24 Dicembre 2011

La cosa migliore l’ha fatta mio figlio. Nell’affollata jam session natalizia del Doña Flor, in un’assolata vigilia di traffico impazzito nella quale sopravvivere da ciclisti (e trovare un palo libero per legare il proprio mezzo) è diventata impresa titanica, si è esibito con nonchalance suonando C jam blues (Duke Ellington pare abbia apprezzato). Con tantissimi e calorosissimi applausi.
Appena un attimo prima noi magnifici 6 della classe di Repertorio Jazz ci eravamo cimentati con dignitoso successo con This little light of mine, gospel in tema con la giornata. Massììì, Natale è un altro giorno! :D

30 Giugno 2012

Abbiamo materialmente chiuso la scuola. Con due ore di prove postprandiali attanagliate da un furiosissimo Caronte (al massimo della sua intensità), le due classi di Repertorio Jazz guidate da Francesca, sudaticce e sfiatate, si affidano ora alla benevolenza del cielo, vista l’imminenza della Maratona 2012. :?

Per essere precisi: l’appuntamento è allo Sheraton domenica 8 luglio alle 20 in punto. In scena una rivisitazione di I got rhythm condita da assoli sull’anatole e un Sidewinder condiviso con la classe delle veterane, completo di assoli blues. Se sopravviviamo, la serata si chiude con un coro a tre voci intorno a Puttin’ on the Ritz. :cool:

Ed è solo l’inizio… Lunedì 9, dalle 16 alle 19, il palco della mitica sala Louis mi tocca da solista, con Polka dots and moonbeams (tranquilla, nonostante sia una ballad) e On the sunny side of the street (zio Frank, aiutami tu che l’improvvisazione mica la facevi…). :lol:

Per concludere, serata finale con il Pentasamba a metà spettacolo, il medley composto da Samba della rosa-La voglia la pazzia-Tristezza (in italiano) e Agua de beber a quattro voci. Ma questa è un’altra storia e un’altra tragedia… :roll:

20 Febbraio 2013

dado

C’ero. :cool:

4 Maggio 2013

Jazz_SingerIn breve, ché siamo agli sgoccioli. :lol:

Nel senso che, essendo stato quest’ultimo un anno assai intenso, si attende lo sprint finale che porta dritti dritti alla Maratona del Pentagramma 2013, di scena sui palchi dello Sheraton Nicolaus tra il 30 giugno e il 2 luglio. :cool: Con il mio repertorio che si è esteso un bel po’ (tra gli altri Blue Monk, Just in time, How high the moon, Ev’rytime you say goodbay, It’s only a paper moon, Black coffee, Cherokee, Satin doll, A night in Tunisia) e gli innumerevoli input derivanti dalla frequenza del corso di Teoria jazz I tenuto da Guido Di Leone.

La serata di domenica 30 giugno (dalle 21.00 ad oltranza) sarà intensa: per il momento si sa che come classe di Repertorio jazz ci esibiremo coralmente e improvvisando da solisti con Satin doll e A night in Tunisia :shock: , mentre da solista me la devo vedere con Just in time e Black coffee. :P

Non farò la cantante “da grande”, però mi diverto moltissimo per almeno quattro giorni alla settimana esclusi gli extra (ma comprendendo il coro di musica brazileira). Basti pensare che in questi giorni, tanto per tenere alta l’adrenalina, me la sto vedendo con quella cosa folle che si chiamaThe dry cleaner from Des Moines, che Joni Mitchell cantava nel 1979 accompagnata da mostri sacri tipo Jaco Pastorius. :shock:

E usare così la propria voce (da soli o in compagnia) è una cosa che riconcilia con tutto il resto… :D

(- continua -)

6 pensieri su “Jazz appeal

  1. @gemma caldarola
    Per non parlare della filha de Oxalá e del filho di quegli altri nella [P]apanha folha por folha8O Comunque, ho scritto dieci righe qui a proposito dell’ultima serata, visto che siamo sopravvissuti senza danni apparenti al Fato consumado :D

  2. Ho accompagnato per due anni mio figlio al Pentagramma, ma restavo a chiacchierare con un ragazzo (segretario.ragioniere credo)… sono passati dodici anni. Ho una grande passione per la musica brasiliana (mi sto facendo in quattro per il concerto di Joyce al BlueNote di Milano, l’inseguo da un po’!)
    Brava, complimenti, se mai vinco la pigrizia, un giorno prendo una chitarra e torno da quelle parti ;)

  3. @angie
    Ma pensa un po’… incontrarci lì: che bello! Io ho cominciato quattro anni fa passando due ore a settimana in attesa di mio figlio: mi portavo da leggere e da scrivere, in realtà ai miei neuroni si appiccicavano tutte le note e le melodie che provenivano dalle varie aule. Adesso ho più impegni di lui, lì dentro (canto, repertorio e improvvisazione, coro di samba), e più benefici di quelli che mi darebbe una palestra!

    Se decidi, fai un fischio. :cool:

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