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	<title>Commenti per Squilibri</title>
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	<description>Leggo per legittima difesa. E per trovare domande</description>
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		<title>Commenti su Altre stagioni di Stefania</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/05/19/altre-stagioni/#comment-3773</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:26:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissima,
inutile dire che sottoscrivo il tuo &lt;i&gt;cahier de doléances&lt;/i&gt;. Ciò che colpisce dell&#039;articoletto che ho voluto trascrivere qui è una cosa che in questi anni mi riguarda direttamente (avendo un figlio alla scuola media e l&#039;altra al liceo classico). A nulla serve avere una famiglia che ti sprona alle buone abitudini e una biblioteca di casa palpitante più del normale: la scuola, con i suoi libri e i suoi &quot;apparati&quot;, sta uccidendo la lettura. Con un lavoro di analisi inappropriato (senza che si abbia una visione di sintesi), con la perdita del &lt;i&gt;piacere&lt;/i&gt; e l&#039;azzeramento degli strumenti e delle circostanze che concorrono a formare il &lt;i&gt;gusto&lt;/i&gt;. Io ho quasi gettato la spugna, anche perché – come ricorda Pennac – il verbo &lt;i&gt;leggere&lt;/i&gt;, al pari dei verbi &lt;i&gt;sognare&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;amare&lt;/i&gt;, non tollera l&#039;imperativo. 
Quel &lt;i&gt;leggere&lt;/i&gt; come &lt;i&gt;parte integrante dell&#039;esistere&lt;/i&gt; è qualcosa che si può solo apprendere, a patto di essere messi in condizione di farlo. Ma a troppi non conviene. Né insegnarlo, né impararlo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima,<br />
inutile dire che sottoscrivo il tuo <i>cahier de doléances</i>. Ciò che colpisce dell&#8217;articoletto che ho voluto trascrivere qui è una cosa che in questi anni mi riguarda direttamente (avendo un figlio alla scuola media e l&#8217;altra al liceo classico). A nulla serve avere una famiglia che ti sprona alle buone abitudini e una biblioteca di casa palpitante più del normale: la scuola, con i suoi libri e i suoi &#8220;apparati&#8221;, sta uccidendo la lettura. Con un lavoro di analisi inappropriato (senza che si abbia una visione di sintesi), con la perdita del <i>piacere</i> e l&#8217;azzeramento degli strumenti e delle circostanze che concorrono a formare il <i>gusto</i>. Io ho quasi gettato la spugna, anche perché – come ricorda Pennac – il verbo <i>leggere</i>, al pari dei verbi <i>sognare</i> ed <i>amare</i>, non tollera l&#8217;imperativo.<br />
Quel <i>leggere</i> come <i>parte integrante dell&#8217;esistere</i> è qualcosa che si può solo apprendere, a patto di essere messi in condizione di farlo. Ma a troppi non conviene. Né insegnarlo, né impararlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Tempo e memoria di Stefania</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/05/16/tempo-e-memoria/#comment-3772</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:11:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma grazie!
E benvenuta :D]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma grazie!<br />
E benvenuta <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Altre stagioni di giacynta</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/05/19/altre-stagioni/#comment-3769</link>
		<dc:creator><![CDATA[giacynta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 11:28:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se il gusto, il piacere sotile e solitario della lettura manca, manca anche la libertà e la voglia di cercarlo. E&#039; da un bel po&#039; che la letteratura si è ridotta a oggetto, a merce, a mezzo di promozione, a distintivo sociale, con tutte le conseguenze del caso. I pappagalli ammaestrati hanno invece un senso, eccome se lo hanno....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se il gusto, il piacere sotile e solitario della lettura manca, manca anche la libertà e la voglia di cercarlo. E&#8217; da un bel po&#8217; che la letteratura si è ridotta a oggetto, a merce, a mezzo di promozione, a distintivo sociale, con tutte le conseguenze del caso. I pappagalli ammaestrati hanno invece un senso, eccome se lo hanno&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Tempo e memoria di elisabettapendola</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/05/16/tempo-e-memoria/#comment-3768</link>
		<dc:creator><![CDATA[elisabettapendola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 16:32:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[mi piace da morire il tuo blog è una piacevole scoperta :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi piace da morire il tuo blog è una piacevole scoperta <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sculture d&#8217;ombra di Jean &#171; currenti calamo</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/04/09/sculture-dombra/#comment-3751</link>
		<dc:creator><![CDATA[Jean &#171; currenti calamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 17:21:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] Sculture d’ombra · Da Squilibri [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Sculture d’ombra · Da Squilibri [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Tutto passa di Stefania</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/03/19/tutto-passa/#comment-3733</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 00:08:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://squilibri2.wordpress.com/?p=4734#comment-3733</guid>
		<description><![CDATA[Nino, che piacere ritrovarti. È vero, pochi cambiamenti nella vita &lt;i&gt;online&lt;/i&gt; (è quella &lt;i&gt;offshore&lt;/i&gt; la più movimentata e la più ricca di stimoli), e molti meno libri di quelli che effettivamente leggo e pondero (di Montanari mi sono ritrovata tra le mani prima &lt;i&gt;La madre dei Caravaggio...&lt;/i&gt; poi &lt;i&gt;A che serve Michelangelo?&lt;/i&gt;, e per un attimo si sono risvegliati la rabbia e la passione per la disciplina che più di tutte ho amato, per giunta rinunciandovi... La amo ancora, è evidente). 
Ma &lt;i&gt;il tempo&lt;/i&gt; – hai ragione a notarlo – è un chiodo su cui mio malgrado torno a battere. Negli ultimi mesi, involontariamente, il mio percorso di lettura ha compiuto un taglio trasversale in questo tema: bilanci, riflessioni, peso e sostanza della memoria, natura, qualità ed evoluzione della rete di relazioni affettive, i mutamenti del corpo, ansie, paure ed altri terreni minati. Se ne esce malconci. Con una gran voglia di prendere una boccata d&#039;aria prima di ricominciare a &lt;i&gt;voler capire&lt;/i&gt;.
Dev&#039;essere &quot;colpa&quot; di un certo momento della propria vita. La stessa riflessione che hai segnalato tu, quella sulla sostanza della quotidianità più banale e ripetitiva rispetto al saper cogliere &lt;i&gt;il tempo&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;la vita&lt;/i&gt; di cui essa è fatta, è qualcosa che insorge &quot;nel mezzo del cammino&quot; (non la farebbero i miei figli, ma neppure molti anziani più concentrati sul &lt;i&gt;subìre&lt;/i&gt; la vecchiaia loro &quot;inflitta&quot; che sull&#039;agire e sui gesti). Anche se mi avrebbe trovato pienamente d&#039;accordo già molte vite fa (certi gesti quotidiani io &lt;i&gt;sento&lt;/i&gt; che vanno amministrati come riti, secondo una loro precisa liturgia, e sono solitamente i gesti e le azioni della cura e dell&#039;attenzione). 
Trattandosi di una riflessione &quot;a posteriori&quot;, al netto della nostra incapacità di cogliere il tempo nelle cose e nei gesti &lt;i&gt;nel momento&lt;/i&gt;, mi fa venire in mente un paio di versi di Antonio Prete (da &lt;a href=&quot;http://www.donzelli.it/libro/2350/se-la-pietra-fiorisce&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;i&gt;Se la pietra fiorisce&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;): &lt;i&gt;Il tempo è la quieta forma di tutto quello che da sempre è assente&lt;/i&gt;.
Un abbraccio, e grazie.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nino, che piacere ritrovarti. È vero, pochi cambiamenti nella vita <i>online</i> (è quella <i>offshore</i> la più movimentata e la più ricca di stimoli), e molti meno libri di quelli che effettivamente leggo e pondero (di Montanari mi sono ritrovata tra le mani prima <i>La madre dei Caravaggio&#8230;</i> poi <i>A che serve Michelangelo?</i>, e per un attimo si sono risvegliati la rabbia e la passione per la disciplina che più di tutte ho amato, per giunta rinunciandovi&#8230; La amo ancora, è evidente).<br />
Ma <i>il tempo</i> – hai ragione a notarlo – è un chiodo su cui mio malgrado torno a battere. Negli ultimi mesi, involontariamente, il mio percorso di lettura ha compiuto un taglio trasversale in questo tema: bilanci, riflessioni, peso e sostanza della memoria, natura, qualità ed evoluzione della rete di relazioni affettive, i mutamenti del corpo, ansie, paure ed altri terreni minati. Se ne esce malconci. Con una gran voglia di prendere una boccata d&#8217;aria prima di ricominciare a <i>voler capire</i>.<br />
Dev&#8217;essere &#8220;colpa&#8221; di un certo momento della propria vita. La stessa riflessione che hai segnalato tu, quella sulla sostanza della quotidianità più banale e ripetitiva rispetto al saper cogliere <i>il tempo</i> e <i>la vita</i> di cui essa è fatta, è qualcosa che insorge &#8220;nel mezzo del cammino&#8221; (non la farebbero i miei figli, ma neppure molti anziani più concentrati sul <i>subìre</i> la vecchiaia loro &#8220;inflitta&#8221; che sull&#8217;agire e sui gesti). Anche se mi avrebbe trovato pienamente d&#8217;accordo già molte vite fa (certi gesti quotidiani io <i>sento</i> che vanno amministrati come riti, secondo una loro precisa liturgia, e sono solitamente i gesti e le azioni della cura e dell&#8217;attenzione).<br />
Trattandosi di una riflessione &#8220;a posteriori&#8221;, al netto della nostra incapacità di cogliere il tempo nelle cose e nei gesti <i>nel momento</i>, mi fa venire in mente un paio di versi di Antonio Prete (da <a href="http://www.donzelli.it/libro/2350/se-la-pietra-fiorisce" target="_blank" rel="nofollow"><i>Se la pietra fiorisce</i></a>): <i>Il tempo è la quieta forma di tutto quello che da sempre è assente</i>.<br />
Un abbraccio, e grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Tutto passa di Nino</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/03/19/tutto-passa/#comment-3730</link>
		<dc:creator><![CDATA[Nino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 22:17:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stefania, torno al tuo blog dopo molto tempo, lo trovo piacevolmente poco cambiato, come una casa cui si è affezionati.  Vedo, con mio grande piacere, che stai insistendo sul tema del tempo. Aggiungo una nota un po&#039; fuori luogo. Di recente, mi sono imbattuto per caso in tre poesie in cui gli autori (Hikmet, Jimenez, Szymborska) parlavano di come sarebbe stato il mondo il giorno dopo la loro scomparsa. Tutti e tre hanno posto l&#039;accento sulla più banale quotidianità,quasi a rimarcare l&#039;importanza della vita (in chi sa afferrarne il significato) e dei gesti e delle azioni che quotidianamente compiamo, ma di cui non cogliamo la profondità, senza sapere che esse stesse sono il tempo.  Grazie, infine, per aver segnalato il libro di Tommaso Montanari. Un Saluto. Nino]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefania, torno al tuo blog dopo molto tempo, lo trovo piacevolmente poco cambiato, come una casa cui si è affezionati.  Vedo, con mio grande piacere, che stai insistendo sul tema del tempo. Aggiungo una nota un po&#8217; fuori luogo. Di recente, mi sono imbattuto per caso in tre poesie in cui gli autori (Hikmet, Jimenez, Szymborska) parlavano di come sarebbe stato il mondo il giorno dopo la loro scomparsa. Tutti e tre hanno posto l&#8217;accento sulla più banale quotidianità,quasi a rimarcare l&#8217;importanza della vita (in chi sa afferrarne il significato) e dei gesti e delle azioni che quotidianamente compiamo, ma di cui non cogliamo la profondità, senza sapere che esse stesse sono il tempo.  Grazie, infine, per aver segnalato il libro di Tommaso Montanari. Un Saluto. Nino</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Quanto poco di Stefania Mola</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/01/13/quanto-poco/#comment-3320</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Mola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 23:28:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://squilibri2.wordpress.com/?p=4623#comment-3320</guid>
		<description><![CDATA[È vero. Senza volerlo ho realizzato un&#039;ulteriore re/iterazione di queste parole. :)
La nota che aggiungi spiega – meglio di quanto avrei potuto fare io stessa – due dei motivi per cui questo libro può &lt;i&gt;toccare&lt;/i&gt; (anche profondamente) lasciando un retrogusto amaro. Qualcosa che somiglia alla tristezza e alla rabbia insieme, ma anche al &lt;i&gt;disincontro&lt;/i&gt;, sorta di risposta beffarda che la possibilità dà alle nostre attese.
...
Grazie.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È vero. Senza volerlo ho realizzato un&#8217;ulteriore re/iterazione di queste parole. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
La nota che aggiungi spiega – meglio di quanto avrei potuto fare io stessa – due dei motivi per cui questo libro può <i>toccare</i> (anche profondamente) lasciando un retrogusto amaro. Qualcosa che somiglia alla tristezza e alla rabbia insieme, ma anche al <i>disincontro</i>, sorta di risposta beffarda che la possibilità dà alle nostre attese.<br />
&#8230;<br />
Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Quanto poco di Pim</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/01/13/quanto-poco/#comment-3312</link>
		<dc:creator><![CDATA[Pim]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 13:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://squilibri2.wordpress.com/?p=4623#comment-3312</guid>
		<description><![CDATA[Per pura combinazione, citai il brano nel mio blog un paio di mesi fa. (http://pim1.typepad.com/scrivere_i_risvolti/2012/12/e-quanto-poco-rimane-di-ogni-individuo.html). Quelle parole evidenziano la superficialità con cui molte persone rievocano il nostro passato - per sommi capi, episodi insignificanti, stravolgendone il senso -; e descrivono l&#039;amarezza per non essere riusciti a trasmettere agli altri qualcosa di noi che ritenevamo importante, che invece non è stato recepito e ora giace abbandonato, dimenticato per sempre.

Pim]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per pura combinazione, citai il brano nel mio blog un paio di mesi fa. (<a href="http://pim1.typepad.com/scrivere_i_risvolti/2012/12/e-quanto-poco-rimane-di-ogni-individuo.html" rel="nofollow">http://pim1.typepad.com/scrivere_i_risvolti/2012/12/e-quanto-poco-rimane-di-ogni-individuo.html</a>). Quelle parole evidenziano la superficialità con cui molte persone rievocano il nostro passato &#8211; per sommi capi, episodi insignificanti, stravolgendone il senso -; e descrivono l&#8217;amarezza per non essere riusciti a trasmettere agli altri qualcosa di noi che ritenevamo importante, che invece non è stato recepito e ora giace abbandonato, dimenticato per sempre.</p>
<p>Pim</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Quanto poco di Stefania Mola</title>
		<link>http://squilibri2.wordpress.com/2013/01/13/quanto-poco/#comment-3231</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Mola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 11:46:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://squilibri2.wordpress.com/?p=4623#comment-3231</guid>
		<description><![CDATA[È la chiusa del libro, ma in realtà quelle stesse parole ricorrono tra le pagine fin dall&#039;inizio, sparse o a spezzoni, come un &lt;i&gt;memento&lt;/i&gt; ossessivo e struggente, girando intorno e dentro al flusso delle riflessioni che dominano su qualsiasi azione.
Quando chiudi il libro, resti stordito per quanto sia stato capace di &quot;prenderti&quot; attraverso la scrittura, benché nel complesso non sia un libro &quot;semplice&quot;, e neppure straordinario. Ma è un libro che non ti lascia andare impunemente: alla fine, mentre desideri metterti a leggere tutt&#039;altro e prendere un po&#039; d&#039;aria, devi riconoscere che ti è piaciuto, e molto. :D]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È la chiusa del libro, ma in realtà quelle stesse parole ricorrono tra le pagine fin dall&#8217;inizio, sparse o a spezzoni, come un <i>memento</i> ossessivo e struggente, girando intorno e dentro al flusso delle riflessioni che dominano su qualsiasi azione.<br />
Quando chiudi il libro, resti stordito per quanto sia stato capace di &#8220;prenderti&#8221; attraverso la scrittura, benché nel complesso non sia un libro &#8220;semplice&#8221;, e neppure straordinario. Ma è un libro che non ti lascia andare impunemente: alla fine, mentre desideri metterti a leggere tutt&#8217;altro e prendere un po&#8217; d&#8217;aria, devi riconoscere che ti è piaciuto, e molto. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
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