A volte credo che i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori… Leggere, per intanto, è un’attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.
(J.L. Borges, prefazione alla prima edizione di Storia universale dell’infamia)
La lettura è furto. C’è questa cosa lì, che sa, questo oggetto da cui si carpisce qualcosa che c’è chiuso dentro. C’è uno scassinamento, c’è un furto con scasso in ogni vera lettura. Naturalmente i quadri e le opere letterarie sono costruite apposta per essere derubate in questo senso. Così come il labirinto è costruito apposta perché ci si perda, ma anche perché ci si ritrovi.
(I. Calvino, Mondo scritto e mondo non scritto)
Immagine:
Gabriel Caprav, Il paradiso secondo Borges


Ho commesso il peggiore dei peccati
che un uomo può commettere. Non sono stato
felice. Mi travolgano e disperdano,
spietati, i ghiacci dell’oblio. I miei
mi avevano creato per il gioco
azzardato e stupendo della vita,
per la terra, per l’acqua, l’aria, il fuoco.
Li ho delusi. Non si compì la loro
giovane volontà. Non fui felice.
Mi applicai alle caparbie simmetrie
dell’arte, che congegna vacuità.
Ereditai audacia. Non fui audace.
Non mi abbandona. Mi sta sempre accanto
l’ombra di essere stato un disgraziato.
J.L.B da Il Rimorso (La Moneta di Ferro, 1976)
@kolonistuga
E tuttavia…