Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Seduzione e caos

A volte penso che dovrei darmi una regolata, quell’ordine che cerco, pretendo e costruisco quotidianamente in ogni mia attività, quella regola valida per tutto fuorché per i libri, la lettura ed ogni simile forma di amour fou.

Sorvoliamo sulla natura del mio rapporto con i libri, ed anche su ogni altro particolare che riguardi i miei orientamenti, le mie scelte, i percorsi mai lineari che mi portano verso un libro o da un libro all’altro, ché tanto ho sottoscritto da tempo quanto hanno confessato ed esplicitato Camilla Baresani e Annie François.

Sorvoliamo su ogni altro accenno al sacro fuoco a tratti irragionevole e incomprensibile esattamente come quello erotico e passionale che cova sotto la cenere di una quotidianità che “stenderebbe” chiunque seppur armato di ottima volontà…

Ma dico… almeno potrei prendermi la briga di iniziare e finire un libro prima di divorarne un altro (o altri, in una felice e caotica ammucchiata di generi e autori!)!!!

Invece no, non in questo periodo: durante la settimana, per pacificare i miei “sensi di colpa”, assegno scrupolosamente ad ogni oggetto d’amore il suo luogo deputato, solitamente il comodino, il tavolino del salone, lo studio o il bagno, contando sul fatto che farò almeno una tappa per ciascuno di essi. Ma dimentico le “libere uscite”, ovvero le continue sollecitazioni provenienti da ambienti esterni e le divagazioni della mente innescate dal contatto con i miei simili, solitamente tipi patologici miei pari.

E combino inenarrabili casini: torno a casa spesso con dei perfetti “intrusi”, che i miei oggetti d’amore già prescelti guardano in cagnesco fin dal primo momento rifiutandosi spesso di condividere gli spazi assegnati. Soffro in questo caso degli unici sensi di colpa che conosco, e cerco di ricomporre i dissidi destinando al fine settimana memorabili abbuffate i cui postumi ogni persona sana di mente curerebbe con una prolungata astinenza.

Invece mi sento divinamente: oggi, domenica, tra un ferro da stiro in attesa e montagne di effetti personali da ricomporre prima di sera, vago ebbra tra i luoghi in cui mi attendono le pagine non lette, mi fermo, sto. Interrompo spesso per svariati motivi, ma sempre ritorno, senza mai poter dire la parola fine, mai in modo irrevocabile. Certo, qualche “intruso” viene divorato prestissimo, ma subito ne trascina dietro di sé un altro, come se non mi fosse possibile avere un solo compagno di viaggio, come se non mi fosse possibile rinunciare a quel caos felice e stimolante che ogni altro “dovere” severamente mi nega.

Libro è libertà, davvero, è essere sedotti e imparare a sedurre, è vivere imparando a non lasciarsi scivolare la vita addosso.

Quando la lettura è per noi l’iniziatrice le cui magiche chiavi ci aprono al fondo di noi stessi quelle porte che noi non avremmo mai saputo aprire, allora la sua funzione nella nostra vita è salutare…

(M. Proust, Del piacere di leggere)

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Questa voce è stata pubblicata il 17 ottobre 2004 da in Annie François, Camilla Baresani, Marcel Proust con tag .

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