Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Giochi pericolosi

Quando i pezzi sono ancora ordinatamente allineati nelle caselle di partenza sulla scacchiera, tutto è possibile e infinite sono le combinazioni aperte alla tecnica e alla fantasia dei giocatori. L’apertura è fondamentale: un errore nelle prime mosse può pregiudicare l’intera partita. Mossa dopo mossa ci si accorge che le varianti progressivamente diminuiscono, fino a quando le azioni divengono forzate e non ci sono più mosse utili.

Non basta la capacità di calcolo, ma anche il saper riconoscere l’altrui progetto di gioco, cosicché l’esito positivo o negativo della sfida – per due giocatori esperti – non dipende da errori o sviste, bensì da piccoli vantaggi strategici persi a poco a poco.

Abilità è creare le condizioni di successo o insuccesso, aprendo o precludendo possibilità di manovra ulteriori. Non è occupare lo spazio ma controllarlo, attraverso una fitta ragnatela di relazioni tra i pezzi stessi.

Gli scacchi sono una tra le più suggestive metafore della vita. Tutto e il contrario di tutto. Tesi e antitesi. Chiarezza e complessità. Una specie di ossimoro che letteratura e cinema hanno largamente contribuito a rendere familiare alimentando – per contro – l’inquietante mistero del suo fascino.

Penso ad alcuni classici come La difesa di Lužin , la Novella degli scacchi o La variante di Lüneburg, in cui gioco e realtà si confondono a tal punto da generare nevrosi e ossessione.

Il primo è la più emblematica delle storie, costruita con sottile ironia intorno ad una partita giocata metaforicamente contro la vita e contro le leggi del Fato: un protagonista geniale che dopo vertiginosa ascesa soccombe trasformandosi in perdente e suicida, mentre la vicenda si intreccia con tutta una serie di raffinate mosse, illusoriamente libere ma in realtà contrastate fino all’ultimo da un avversario imbattibile.

Nel secondo caso la scacchiera è il terreno ideale per delineare la disfatta dello spirito dotato di intelligenza e sensibilità e attribuire ogni dominio sulla partita al rozzo uomo-robot, le cui facoltà puramente meccaniche nulla conoscono dello stato d’animo di infinita stanchezza di chi – estenuato e deluso – rinuncia alla competizione.

Il terzo gioca già dal titolo intorno ad una mossa, anche qui fatale, come un colpo di pistola. La scacchiera è l’inferno che le sta dietro, e che a ritroso viene ripercorso sul filo crudele del gioco degli opposti e della volontà di reciproca sopraffazione che anima i due maestri del gioco.

Inevitabile è il prendere atto che questo gioco sia in realtà una cosa serissima. Che non esista affatto quel margine ludico che certa mitologia gli ha costruito intorno. Che i risvolti oscuri e letali siano il filo rosso che lega ogni morale della favola. Anche quando predominano atmosfere tipo quelle disegnate in La tavola fiamminga, storia intrigante che parte dal restauro di un quadro in cui compare una partita a scacchi per complicarsi e confondersi con un delitto irrisolto da secoli e con un misterioso assassino che agisce comunicando di volta in volta la propria mossa come se stesse continuando o ripercorrendo la strategia dei giocatori dipinti.

Per chiudere il cerchio (pur lasciandolo aperto a tutto ciò che non ho letto), la metafora del gioco degli scacchi è peraltro un vero leit-motiv nell’opera di Pontiggia.

Emblematico è Il giocatore invisibile, con la sfida impossibile di chi si trova a fronteggiare la mossa a sorpresa del proprio destino, nemico inafferrabile di fronte al quale – come giocatori dilettanti – si scelgono le mosse sbagliate tra le poche a disposizione, privilegiando l’assurdità del “sacrificio”, l’offerta di pezzi all’avversario, il quale di solito ne approfitta e vince.

Vita come eterna lotta – se solo fosse una novità – dialettica vana fra il nostro desiderio di programmazione e pianificazione e la mossa a sorpresa del “giocatore invisibile”, che ci obbliga sempre a rinegoziare le nostre scelte, e a metterci ancora e sempre in discussione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 19 febbraio 2005 da in Arturo Pérez-Reverte, Giuseppe Pontiggia, Paolo Maurensig, Stefan Zweig, Vladimir Nabokov con tag .

Sto leggendo (o rispolverando)

I libri che ho appena letto:
Stefania's book list (read shelf)

Inserire il proprio indirizzo email per iscriversi a questo blog ed essere avvisati via mail della pubblicazione di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 113 follower

Pagine sfogliate da

  • 148,516 lettori squilibrati

Tanto per contare…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: