Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Attrazione fatale: Icaro e il cielo

Quando Minosse si accorse che Teseo e i compagni erano fuggiti rinchiuse nel labirinto il colpevole Dedalo insieme a suo figlio Icaro.
Ma Dedalo fabbricò delle ali per sé e per il figlio, e mentre questi stava per spiccare il volo gli raccomandò di non volare troppo in alto, perché la cera non fosse disciolta dal sole e le ali non si disfacessero, né troppo vicino al mare, perché non venissero disgregate dall’umidità.
Ma Icaro trascurò le istruzioni del padre e in preda all’ebbrezza si sollevò sempre più in alto finché la cera si sciolse ed egli precipitò e morì nel mare che da lui prese il nome di Icario
“.

La più grande enciclopedia di mitologia greca dell’antichità, attribuita ad Apollodoro, racconta così di Icaro che si brucia le ali e precipita in mare, mito indissolubile da quello del Labirinto, di Teseo e dell’uccisione del Minotauro grazie ad un filo e all’amore di Arianna.

Racconta di Dedalo, il geniale quanto vanitoso ingegnere del Labirinto, che tuttavia conosce i limiti dell’invenzione umana quando raccomanda al figlio di non volare troppo in alto, né troppo in basso. Né troppo, né poco, e non per mediocrità. Per equilibrio, più verosimilmente, per il riconoscere l’uomo né come essere celeste, né come inerte zavorra.

A metà tra terra e cielo, perché quello è il suo – il nostro – luogo. Siamo della terra e del cielo. Non ci è dato volare in prossimità del sole ma neppure cedere alla forza di gravità sprofondando senza sogni.

Ma Icaro punta in alto, segnato dalla spigolosa intemperanza che solo il tempo e l’esperienza sanno smussare, l’intemperanza dell’età che sogna il volo e desidera i segreti della luce e del tempo.

“Signore della luce e del tempo” significa la parola indoeuropea da cui deriva il greco Zeus, Dio. Quando la luce acceca, la dimensione del tempo – che è quella della nostra vita mortale – è perduta.
Icaro.

C’era amore, un infinito amore in quell’attrazione abbagliata e fatale.
E a volte un amore che acceca è preferibile ad un amore sfuggito, o mancato.

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3 commenti su “Attrazione fatale: Icaro e il cielo

  1. marco
    23 gennaio 2010

    mi piace il suo riassunto e come e stato inventato

  2. marco
    23 gennaio 2010

    proprio un capolavoro

  3. Stefania Mola
    24 gennaio 2010

    Insomma… capolavoro mi pare eccessivo, per non dire ironico.
    Dietro questi post ci sono spesso appunti sparsi presi durante le letture quotidiane. Anche in questo caso è così, semplicemente.
    Senza che il risultato debba per forza piacere a tutti.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 marzo 2005 da in Apollodoro con tag .

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