Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Il figlio delle stelle

Era un figlio delle stelle, e la realtà non esisteva per lui”.

Così scrive Léopold Zborowski in una lettera indirizzata ad Emanuele Modigliani, pochi giorni dopo la morte del fratello Amedeo.
E di lui, dell’artista la cui biografia contiene tutti gli ingredienti per definirlo maledetto, ci regala un’immagine che con quei dèmoni confligge: figlio delle stelle, lontano anni luce dai mali della terra e del corpo, soprattutto da quel dèmone definitivo e inesorabile che prematuramente lo avrebbe stroncato.

Quella lettera chiude un volumetto di poche pagine – curato da Christian Parisot – che porta il figlio delle stelle nel titolo, pagine di rapporti epistolari e di affetti gravitanti nell’orbita della più disarmante semplicità, nelle quali Amedeo/Dedo si rivolge di volta in volta all’amico caro o alla madre amata come un fiume in piena, vibrante di energie fortissime: è lui stesso, d’altronde, a manifestare all’amico Oscar il desiderio di far assomigliare la sua vita ad “un fiume ricco di abbondanza che scorresse con gioia sulla terra”, nel solco di una continua ricerca della sua personale verità sulla vita, la bellezza, l’arte.

Una verità che il figlio delle stelle non cerca nel reale, ma neppure nell’irreale, come lui stesso svela in uno dei suoi taccuini di disegni. Il poeta-disegnatore che traccia sulla carta le sue idee prima di portarle a compiutezza, che dissemina le pagine bianche di segni, simboli, cifre di un linguaggio occulto, ci porta oltre quegli occhi spenti e senz’anima reiterati nel supporto della materia, ci conduce in profondità che travalicano l’apparenza cercando di coglierne il mistero insondabile.

Un figlio delle stelle è capace di prendersi gioco dei dèmoni e affrancarsi dal male, che sia male di creazione o male di vivere: semplicemente sgusciando come un serpente fuori dalla sua pelle morta e decomposta, azzerando volumi e prospettive, tornando ad una essenzialità che smaterializza l’uomo e il mondo fisico.
Con una volontà forte, di quelle che non lasciano il mondo intorno ma lo travasano dentro, una volontà che dalle lettere ai suoi amici più cari appare composta ed esaltata proprio dall’amicizia: quella cosa misteriosa e ineludibile che – nelle sue parole – non ha altro scopo se non “rivelarsi l’uno con l’altro e dinanzi a se stessi”.

Così come il serpente
scivola fuori dalla pelle
così tu dal peccato ti libererai.

[…]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 26 maggio 2005 da in Amedeo Modigliani, Christian Parisot, Léopold Zborowski con tag .

Sto leggendo (o rispolverando)

I libri che ho appena letto:
Stefania's book list (read shelf)

Inserire il proprio indirizzo email per iscriversi a questo blog ed essere avvisati via mail della pubblicazione di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 115 follower

Pagine sfogliate da

  • 146,322 lettori squilibrati

Tanto per contare…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: