Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Amare un libro è lasciarlo libero (forse)

Pagine parole pensieri sparsi per le città.

È questo lo spirito di LibriAmo, edizione 2005, a cura del centro di lettura Globeglotter di Trinitapoli (Fg) da anni attivo nel campo della promozione della lettura in territori nei quali tale attività non è – per mille ottimi motivi – né connaturata, né – tantomeno – scontata.

Quest’anno, tra il 2 e il 4 giugno, ispiratori e complici di LibriAmo hanno scelto per il secondo anno consecutivo il bookcrossing. Un camper, un nuovo slogan e più di mille libri da istigare a “rubare”, regalati da editori, librai e lettori perché – come da prassi – vengano abbandonati su panchine, muretti, e luoghi in cui anche una persona distratta possa casualmente imbattersi nell’intruso, soffermarsi, incuriosirsi, desiderarlo, adottarlo.

L’operazione vede il camper girare per le città prescelte e fermarsi in ognuna di esse, ma non solo per “abbandonare” i libri: vi saranno infatti performances teatrali e letture ad alta voce a cura degli animatori della compagnia Il Carro dei Comici.

Questo accade e accadrà tra Foggia, Trinitapoli, San Ferdinando, Margherita di Savoia, Barletta, Bisceglie e Molfetta: la zona del fiume Ofanto, una terra forse lontana dagli orizzonti dei più, ma per qualche giorno – grazie alla fitta rete di relazioni pazientemente intessute con associazioni e librai locali –  anch’essa piccolo ingranaggio di quella macchina quasi perfetta e così difficile da condurre che è l’amor fou per i libri.

Confesso di caldeggiare l’iniziativa ma di non amare il bookcrossing attivo, a causa del rapporto esclusivo con i libri che attraversano la mia vita. Mi piace però che anche in territori così “periferici” ci sia lo spirito giusto per iniziative come queste, destinate a ripetere il successo di altri esperimenti compiuti negli anni passati.

L’anno scorso, ad esempio, invece del camper c’era il treno. Treni regionali, libri al posto dei pendolari, di stazione in stazione. Treni che legavano i libri all’idea del viaggio.
Il primo anno, indimenticabile, l’invito fu impossibile da ignorare: “Stendete i vostri pensieri al sole”.
Su ogni balcone, liberamente recuperata da romanzi e poesie, campeggiava una frase scelta dal cittadino comune.
Ogni città ebbe le sue bellissime “strade delle parole”.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 giugno 2005 da in Uncategorized con tag , .

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I libri che ho appena letto:
Stefania's book list (read shelf)

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