Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Il filo dell’acqua

“[…] le acque hanno volti.
E sopra i volti affiorano
burrasche, bonacce, correnti
e il salto dei pesci che sognano il volo

Sono le parole finali di Volti, nitide sul fondo bianco della copertina di Opera sull’acqua, un libretto di poche pagine che mi è capitato tra le mani quasi per caso, se mai una scrittura in cui aliti lo spirito di viaggio, ricerca, tentativo, possa considerarsi casualmente piombata tra le migliaia di parole ordinarie che stipiamo ogni giorno nel nostro bagaglio.

In tutto, dodici poesie legate al titolo e altri tredici componimenti di varia ispirazione: tra mistica biblica, Belgrado, Vajont ed un riuscito autoritratto, tra i fiumi insanguinati dell’ex Jugoslavia ed una denuncia coraggiosa degli sporchi traffici umani traghettati da una sponda all’altra dell’Adriatico insieme alla disperazione di tanti extracomunitari. Su acque che non sempre “dormivano all’infinito fermo”, su acque rotte, correnti, camminate e subìte, scorrono parole taglienti, a tratti ruvide, mai inosservabili, immerse fino all’ultima sillaba in una comprensione dei propri simili maturata in quello stato liquido, e oscillante tra vita e morte, che costituisce il Leitmotiv della raccolta.

Conoscevo Erri De Luca solo attraverso alcuni suoi romanzi tra i più noti, ma ho trovato del tutto legittimo e pertinente il desiderio di “doversi staccare dalla sua terraferma e andarsene al largo”.

“Per chi scrive storie all’asciutto della prosa – premette a queste pagine lo stesso cantore della vita e della solitudine – l’azzardo dei versi è il mare aperto”, prefigurando il contenuto del libro come un piccolo arcipelago di riflessione sul filo dell’acqua, in cui nessuna isola è veramente tale. Acqua come elemento vitale, che dà la vita così come può sottrarla, mentre la penna abbandona la navigazione sotto costa e si avventura riavvolgendo quel filo liquido, visivo e allegorico faccia a faccia con il solo orizzonte.

Non li ho raggiunti, i versi. Qui ci sono linee che vanno troppo spesso a capo.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 luglio 2005 da in Erri De Luca con tag .

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