Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Musica per una dea

suonatori_arpaDue statuette di marmo giallo-grigio scoperte nell’Ottocento in una tomba presso le cave di pomice di Thirà/Firà (capoluogo di Santorini) e risalenti, secondo gli esperti, al 2700-2500 a.C., raccontano ancora una volta del forte e ancestrale legame dell’uomo con il ciclo della vita e con le divinità che ad esso erano associate.

Li chiamano “suonatori d’arpa” e ci appaiono straordinariamente “moderni” e prossimi alla nostra sensibilità (Picasso ne sarebbe stato fulminato), come solo certi manufatti “primitivi” riescono ad esserlo. Li dobbiamo immaginare arricchiti da alcuni dettagli persi nel tempo, come occhi, bocca, gioielli e ornamenti.

Rappresentano senza dubbio idoli musicanti, in particolare quelli che accompagnano la “grande dea” della vita, della morte (dal cui ventre tutto ha origine e al cui ventre tutto ritorna per poi rinascere) e del firmamento.

Era la dea che trascorreva la notte negli Inferi per risalire nuovamente al cielo con la luce del nuovo giorno, una storia che ricorda da vicino la mitologia classica della costellazione di questo mese, Settembre.
Nel mito greco, la costellazione della Vergine è infatti associata a Demetra (la Cerere dei Romani) o, ancora più comunemente, a Persefone (Proserpina), sua figlia, rappresentata con una spiga (la stella Spica) di grano nella mano destra e una foglia di palma nella sinistra. Persefone era all’inizio chiamata Kore (“fanciulla” o “vergine”) e raffigurava il grano appena spuntato, mentre la madre il grano maturo, incarnando allegoricamente i due volti della fecondità.

La leggenda narra di Ade, dio degli Inferi, emerso da una voragine nel terreno su un carro tirato da cavalli immortali mentre la fanciulla stava raccogliendo giacinti in un prato, il quale rapì la giovane conducendola nel suo regno. E di Demetra, che informata dell’accaduto dal dio Helios (il Sole), disperata abbandonò i Celesti e, sotto le spoglie di una vecchia, peregrinò a lungo sulla terra alla vana ricerca della figlia. Ma senza la protezione di Demetra, la Terra non dava più i suoi frutti e Zeus, di fronte al pericolo di una carestia, chiese ad Ade di liberare la fanciulla.
Ade, però, disse di averle fatto mangiare un chicco di melograno (che era il cibo dei morti) in virtù del quale Persefone non avrebbe più potuto abbandonare gli Inferi. Si giunse tuttavia ad un compromesso: Persefone avrebbe trascorso quattro mesi, quelli invernali, con Ade, mentre gli altri otto li avrebbe trascorsi con la madre, contribuendo così alla rinascita della natura dopo i rigori e la sterilità dell’inverno.

In questa danza di similitudini intorno alla vita e la morte, i suonatori d’arpa di Thirà avevano il compito di alleggerire, con i loro canti, l’ascesa dei defunti e della dea dal ventre della terra alla luce del sole.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 4 settembre 2005 da in Pablo Picasso con tag .

Sto leggendo (o rispolverando)

I libri che ho appena letto:
Stefania's book list (read shelf)

Inserire il proprio indirizzo email per iscriversi a questo blog ed essere avvisati via mail della pubblicazione di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 114 follower

Pagine sfogliate da

  • 147,791 lettori squilibrati

Tanto per contare…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: