Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Se una notte di fine estate uno scrittore

Ad Italo Calvino, uno tra gli scrittori da me più amati, non ho mai dedicato in questo blog lo spazio che sarebbe stato “naturale” (cioè proporzionale alla mia passione per lui), per il reverenziale timore della mia profonda inadeguatezza.

Lo considero da sempre il Maestro che non ho mai avuto la fortuna di conoscere, ma che ho “assorbito” – a beneficio del mio modo di leggere e di scrivere – più di qualsiasi altro, non dimenticando mai che questa edizione di Marcovaldo (che prossimamente passerò a mia figlia con il dovuto rituale propiziatorio), regalatami da mia madre nell’estate del 1975, ha segnato il mio passaggio dalla letteratura per ragazzi a quella “da grandi”.

Oggi, a vent’anni dalla sua morte, l’interesse nei confronti delle sue pagine e della sua lezione “militante” si mantiene alto e vivissimo, anche con tutta una serie di occasioni ed eventi extra libros.

Ed è a questo proposito che riporto qui di seguito il comunicato stampa redatto e inviatomi poco fa da Nicola, a proposito di Chiamalavita, spettacolo che avrà luogo questa sera a Siena. Un invito a riflettere sull’atrocità della guerra ripercorrendo le pagine più belle di Calvino e presentando le canzoni sulla “resistenza” scritte dallo stesso Calvino e pressoché inedite.


Lunedì 19 settembre 2005 a Siena, presso il Teatro dei Rozzi sarà presentato Chiamalavita, spettacolo in musica con brani tratti dalle opere di Italo Calvino, realizzato da Maria Rosaria Omaggio e con Grazia Di Michele.
La serata, organizzata dall’UNICEF alla vigilia della Giornata Internazionale della Pace indetta dalle Nazioni Unite il 21 settembre, vuole essere un omaggio a uno dei più grandi intellettuali del Novecento,  a venti anni dalla sua scomparsa, avvenuta  il 19 settembre 1985 proprio a Siena.
In un connubio straordinario di poesia, teatro e musica, il recital denuncia la tremenda realtà di quell’infanzia vittima inerme dei conflitti armati.
Maria Rosaria Omaggio e Grazia Di Michele raccontano la speranza di poter salvare i bambini dalla guerra e cantano la pace possibile, auspicata e, ad oggi, non raggiunta. Trovano, così, una naturale eco nell’opera di Italo Calvino, poeta dell’incomunicabilità moderna, secondo cui “un atto d’amore è forse l’unica forma di rapporto positivo che possiamo avere con gli altri“.

Il progetto recupera brani tratti dalla più nota produzione dello scrittore: Il sentiero dei nidi di ragno, Il cavaliere inesistente, L’entrata in guerra, La memoria del mondo, Se una notte d’inverno un viaggiatore.

La recitazione, scandita da immagini di bambini-soldato eccezionalmente concesse dall’UNICEF, si alterna con canzoni su testi di un Calvino paroliere pressoché inedito, musicate da Sergio Liberovici. I brani furono scritti tra il 1958 ed il 1961, quando lo scrittore era impegnato nel gruppo dei “Cantacronache”, il movimento fondato nella Torino degli anni Cinquanta (Calvino, Fortini, Liberovici, Eco, Amodei, Straniero, Jona, Garrone),  che rappresentò la nascita della canzone di protesta ed ebbe notevole influenza sulla scrittura delle successive generazioni di cantautori: Oltre il ponte, Dove vola l’avvoltoio, Canzone triste e Il padrone del mondo, sono canzoni contro la guerra e l’uso distorto del potere, ma non prive di un certo ottimismo e per questo così affini alla sensibilità della cantautrice Di Michele che presenta inoltre cinque tra i suoi brani più poetici (Chi ama, Pane e ciliegie, Cose senza nome, Angeli e Preghiera).

Il linguaggio della letteratura e della musica riacquistano il significato cosmico, auspicato da Italo Calvino e funzionano, finalmente, come veicoli di speranza e di pace. Maria Rosaria Omaggio e Grazia di Michele sono affiancate per l’occasione da un trio di musicisti eccezionali: Filippo de Laura, Andrea Pelusi, Livio Matrone. L’ingresso è gratuito e al termine dello spettacolo sarà possibile acquistare il CD, pubblicato da RAiTrade, e il ricavato sarà devoluto all’UNICEF.

Chiamalavita andrà in scena anche a New York presso l’Auditorium dell’ONU l’11 novembre, dopo l’esternazione di un bambino ex soldato.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 settembre 2005 da in Italo Calvino con tag , .

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