Squilibri

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Bambini (non) si nasce

picasso-moschettieri

Pablo Picasso, I sette moschettieri (1972)

Quale sia stata la massima aspirazione di Picasso lo testimoniano le opere che da oggi (e fino al 9 gennaio 2006) sono esposte al Museo Picasso di Parigi, una sofferta e minuziosa selezione all’interno di quello che è il patrimonio lì conservato: alcune migliaia di pezzi, tra dipinti, sculture, ceramiche, incisioni, foto, disegni, tra i quali sono stati individuati 360 lavori potenzialmente emblematici per una mostra intitolata Picasso, la passione del disegno, ideata per rappresentare adeguatamente un tale patrimonio cartaceo e grafico.

Mostra dietro la quale riecheggia, al grido di piz! piz!, un’attitudine precoce e straordinaria, attenta all’anatomia umana tanto da sovvertirla, rivolta alle diversioni come lo schizzo e la caricatura, ansiosa di liberarsi da ogni vincolo culturale.

Un Picasso nudo, solo con la sua foga e la sua “carne viva”, il suo tormentato gesto d’artista che incide e scava la carta anche con il pennino e con le unghie, siglando opere compiute – non semplici schizzi preparatori – che parlano dell’estrema libertà di servirsi di ogni mezzo e di ogni tecnica.

Una libertà su cui hanno ascendente soltanto i corpi femminili e la loro sensualità, la complessa psicologia delle relazioni tra l’artista e le donne che nella sua vita – con la loro diversità a volte estrema – riuscirono ad influenzare il suo modo di disegnare accanito, convulso, instancabile, appassionato.

Un disegno lungo un’intera vita, a rincorrere il bambino che reclamava matite per scrivere una storia e farsi ritrovare.
Perché anche Picasso è stato bambino.
Anzi, la sua grandezza sta nell’averci messo novant’anni pur di diventarlo.

Evidemment on ne sait jamais ce qu’on va dessiner… mais quand on commence à le faire naît une histoire, une idée… et ça y est. Ensuite l’histoire grandit, comme au théâtre, comme dans la vie… et le dessin se transforme en d’autres dessins, en un véritable roman. C’est très distrayant, crois-moi. Moi au moins je m’amuse énormément, en inventant des choses et je passe des heures entières, pendant que je dessine, à voir, à penser à ce que font mes personnages. Dans le fond, c’est une manière d’écrire des histoires…

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Questa voce è stata pubblicata il 28 settembre 2005 da in Pablo Picasso con tag , , .

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