Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

La spada e la croce

Ho avuto il pudore di non citare in questo blog il nome altisonante di Federico II di Svevia se non una sola volta, dunque le presentazioni sommarie le dò per buone.

Per ricordare che oggi, a Napoli, nell’Aula Magna dell’Università a lui intitolata, alle ore 17, saranno presentati i due volumi dell’Enciclopedia Fridericiana – la prima opera del genere dedicata allo Svevo –, edita dalla Treccani (che festeggia così i suoi ottant’anni di attività) e già presentata a Palermo, Bari e Melfi (luoghi chiave della vicenda umana e politica dell’imperatore).
Un’operazione complessa, diretta da Ortensio Zecchino (che coordinerà anche l’evento odierno) e realizzata grazie al contributo di decine di specialisti.

I suoi numeri: oltre cinquecento voci ordinate alfabeticamente, mille e ottocento pagine, settecento immagini e sessantaquattro tavole fuori testo.

L’obiettivo: un affresco a 360 gradi del personaggio e della sua epoca, ritagliato trasversalmente setacciando le sue numerosissime biografie, indagando quelle degli uomini del suo vasto entourage amministrativo, politico e giudiziario, e non tralasciando alcuno degli aspetti, degli interessi e delle attività che lo videro coinvolto.
Molte voci trattano temi generali (come diritto, cultura, religioni), altre si addentrano in quelli più specifici (dall’alchimia, all’ingegneria, alla cucina).

Tutte concorrono alla definizione di un quadro assai complesso, essendo ciascuna emblematica per quel contesto.
Una complessità palpabile che riflette un personaggio poliedrico e contraddittorio, come dimostrano alcuni approfondimenti in contrasto tra loro, a riprova di quanto soggettiva resti ogni interpretazione dei fatti e dell’uomo. Una complessità direttamente legata al fascino e all’ambiguità dell’imperatore Hohenstaufen, protagonista di una storia che si snoda tra conclusioni e anticipazioni, tra l’autunno del medioevo e l’alba della rinascenza, in un’epoca di transizione di cui – coerentemente – incarna ogni travaglio e contraddizione.

Il tutto in un’opera editoriale tanto ottimamente conclusa (a siglare idealmente il ciclo di celebrazioni iniziato nel 1994 per l’ottavo centenario della nascita di Federico) da restare aperta.
Ad esempio ai futuri sviluppi che vedranno – finalmente – la realizzazione del parco archeologico di Castel Fiorentino.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 ottobre 2005 da in Federico II di Svevia con tag .

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