Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

In the air tonight

Nutro fondati dubbi sul fatto che possa negarsi al tempo un suo posizionamento nel nostro spazio o – soprattutto – una durata.
Dubbi che si moltiplicano se penso alla musica, che per intima sua natura accade nel tempo, finendo per essere “l’arte del tempo” per antonomasia.

Tra le discipline artistiche non ne trovo altre così “compromesse” con la dimensione temporale: se possiamo rivolgere uno sguardo distratto e fuggevole a un dipinto o a una scultura, se possiamo leggere il verso di una poesia in un battito di palpebre, non altrettanto possiamo fare con un’opera musicale, che per svilupparsi, essere fruita e compiersi ha bisogno del tempo.

Come ben sapevano gli educatori dell’antica Atene che agli studenti prescrivevano un curriculum in cui alla poesia e alla ginnastica veniva affiancata proprio la musica, per il suo ruolo fondamentale nel perseguire l’obiettivo di rendere “ritmica e armoniosa” l’anima, assimilando una disciplina interiore che predisponesse all’arte dei suoni manchevole di suo di una visione simultanea del tutto.

Dunque, accadendo nel tempo come magica alchimia di durata e ritmo, la musica permette a chi la compone di esprimere il significato ultimo di quella dimensione. Il superamento delle barriere temporali, così ben testimoniato dal solenne incedere del Canto della Sibilla, arcano annuncio del Giudizio finale distillato fin dal Medioevo nella notte di Natale.

È il tempo a strutturare dall’interno il procedimento musicale informandone ogni sfumatura espressiva, e insieme al ritmo a definirne il carattere. Un rhythmòs classico, coincidente con quello poetico, che indica l’azione di misurare con esattezza, necessitando del tempus proprio delle arti “in movimento” (musica, poesia, danza) che si contrappone per sua natura allo spatium, la dimensione delle arti “in riposo” (scultura, architettura e pittura).

Un ritmo che è fatto del necessario avvicendarsi di suoni e pause.
Induce a riflessioni più generali il fatto che la durata sia comune ai suoni come al silenzio, senza il quale non può esistere musica.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 ottobre 2005 da in Uncategorized con tag .

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