Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Brutti, sporchi e cattivi

Affreux, sales et méchants: titolo a caratteri cubitali dedicato un paio di mesi fa da «Liberation» all’uscita in Francia di Romanzo criminale per i tipi di Métailié. E ben tre pagine del suo inserto Livres occupate dalle vicende della banda della Magliana diventate anche un film.

Difficile far finta di non sapere che dal nutrito filone del noir all’italiana alcune tra le storie più convincenti escono dalla penna di magistrati-scrittori, eppure Giancarlo De Cataldo ama dissociarsi dallo stereotipo, ammettendo – al massimo – che ogni scrittore debba avere “un mestiere di scorta”, non per arricchirsi, ma per sapere di cosa è fatto il mondo. Quindi per scrivere meglio.

Nonostante ciò, aule e corridoi dei palazzi di giustizia continuano ad essere il luogo ideale in cui tèssere storie buone da trasformare in trame, giocando d’anticipo e scartando la concorrenza più agguerrita. E lì dove l’indizio si trasforma in prova, e il contrasto diventa scenario e quinta delle azioni più esecrabili, corrono fili di ancor più intriganti affinità: che cos’hanno in comune De Cataldo e Gianrico Carofiglio – ad esempio – a parte la regione d’origine, il “mestiere di scorta”, alcuni titoli di successo che sono diventati film e i temi della loro scrittura?

Corre voce che nello studio di entrambi campeggi il famoso ed ambiguo Nighthawks di Hopper, fonte di suggestioni infinite e massimamente in tema. La domanda – irresistibile – potrebbe essere: cosa è successo, o sta per succedere? Ovvero, la scena evoca la fine o l’inizio di un romanzo possibile? Ovvero spiega – a suo modo – quale importanza abbia quella “dimensione di ascolto” della realtà – soprattutto la più brutale ed efferata – che lascia così poco spazio all’invenzione restituendoci invece, nella sua essenzialità più scarna ed incalzante, l’eterno e convulso fermento sulla scena (solo apparentemente immobile) di vittime, carnefici, antieroi ed impuniti?

Enigma e ambiguità da ritrovare nel romanzo d’esordio di De Cataldo (anch’esso adattato al piccolo schermo), trama di tempi “non sospetti” per certa viscerale passione per la scrittura, il cinema e il teatro e tappa fondamentale del genere riproposto a diciassette anni dalla prima uscita.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 marzo 2006 da in Edward Hopper, Giancarlo De Cataldo, Gianrico Carofiglio con tag , .

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