Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Settimana di Passione

vico del garganoSe i Vangeli apocrifi – a proposito della nascita di Gesù – alludono al tempo sospeso di una sorta di “paralisi della natura”, in occasione della sua crocifissione e morte sono confusione e turbamento a manifestarsi. Un gran baccano, disordinato, caotico, spiazzante, replicato ancor oggi in alcuni rituali della Settimana Santa. Vi porto a Vico del Gargano, dove all’alba del Venerdì partono varie processioni, una per ogni confraternita, una da ogni chiesa, composte da donne vestite di nero che seguono una statua dell’Addolorata portata a spalle dai confratelli. I cortei visitano le chiese del paese cantando il Miserere e ogni volta che si incrociano il canto sale più forte, come se i gruppi processionali volessero sfidarsi in una gara di intensità vocale.

Nel primo pomeriggio ha luogo la cosiddetta Messa Pazza nella cappella del Purgatorio della chiesa madre. I pescatori e i contadini di Vico cominciano a battere i piedi sul pavimento di legno e i più giovani agitano le troccole producendo un suono chioccio e infernale, mentre le donne intonano canti che hanno molto del lamento e del pianto. Mentre i confratelli si raccolgono in preghiera davanti a ogni sepolcro e ripetono il tradizionale rito dello scoppo, un forte rumore provocato battendo con le mani cui banchi o le sedie a terra.

A questo punto l’Addolorata parte dal Purgatorio e col seguito di fedeli sale verso il Calvario delle cinque croci, su un’altura, aperta sul mare. E quando è lassù, un urlo liberatorio rompe il silenzio di fronte al figlio crocifisso, “Viva la croce”: la morte squarcia il velo del Tempio e della speranza, con gli uomini nel frattempo divisi in capannelli da ognuno dei quali parte un canto che si fa frastuono e che infastidisce gli altri canti, come prodotti da una pesante ebbrezza.

Siamo in equilibrio precario tra intensità drammatica e comportamenti quasi ludici, se in tutto questo si addensa la metafora del caos portato sulla terra dalla morte di Cristo. E dappertutto, qui in Puglia (ma anche in tutto il Sud) sono giorni di albe precoci e ritmi penitenziali, di residui silenzi poco inclini a precorrere i tempi, di cenere sotto cui cova l’evento tragico e spettacolare reiterato dalla ritualità collettiva sgranata spina dopo spina, percossa dopo percossa, Mistero dopo Mistero, sfinita da pesantissime croci e lentissimo incedere: grandi sofferenze per assicurarsi grandi meriti, e risorgere, insieme al Signore, nel giorno della sua gloria.

Ancor oggi, come un tempo, grandi protagonisti di questa Settimana sono i flagellanti, i battuti, i disciplinati, i fustigatori, viandanti di ogni Via Crucis diretta al Calvario e costellata di cammini dolorosi, cadute teatrali, soste strazianti. “Spettacoli sacri itineranti” che la fede – da sola – non giustifica, ché anche gli occhi più disincantati vi colgono riflessi di sentori antichi e radicati nel bisogno atavico di rappresentare la fatica incessante del vivere, guardarla “da fuori”, esorcizzarla, riannodando al suo senso più vero l’ostinata tensione a rialzarsi, ricominciare, cogliendo dal caos le infinite possibilità che generano una stella danzante.

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5 commenti su “Settimana di Passione

  1. Paesanino
    12 aprile 2006

    Leggo e apprendo con vero piacere.
    Il mio amico Giovanni Mascia a tradizioni analoghe della nostra regione ha dedicato il libro Le tenebre nel Molise. Dal quale proprio oggi ho ricavato un limerick e copiato una illustrazione.
    Mi piacerebbe una tua annotazione in calce che riferisse di specifiche analogie pugliesi.
    Belle cose e Buona Pasqua

  2. blancoebleu
    12 aprile 2006

    Ciao Stefania
    Paolo

  3. hayal
    12 aprile 2006

    E dopo questa descrizione,non c’è dubbio, devo fare una pasqua in Puglia.
    🙂

  4. yom
    12 aprile 2006

    Torno a leggerti dopo giorni tristi. Vedo che hai cambiato veste. Mi piace. Ti abbraccio. Patrizia.

  5. BibliotecadeBabel
    13 aprile 2006

    Paesanino:lo scambio è stato quanto mai proficuo. Sto per passare a leggere la situazione aggiornata. 🙂Paolo:come immagini, è un vero piacere ritrovarti. 🙂Hayal:non è mica da ora che ti aspetto… 😉Patrizia:carissima, ho immaginato, dalla tua assenza. Ti scrivo (in giornata) in privato, lasciandoti per ora un grande abbraccio.

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Questa voce è stata pubblicata il 12 aprile 2006 da in Senza categoria con tag .

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