Squilibri

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Settimana artistica: Antonello da Messina

madonna salting
Antonello da Messina, Madonna Salting (1460 circa)

Il riflesso condizionato degli occhi di Antonello mi porta – per contrappasso – ad uno sguardo sfuggente inciso in una materia di apparenza dura e geometrie rotonde, opposte energie che producono scintille e luce.

Scelgo questo Antonello perché il nord e il Mediterraneo vi pulsano allo stato puro, incontrandosi sull’orlo dell’oscurità di quello spazio senza fondo dal quale i volumi emergono – poderosi – tagliati di scorcio dall’incidenza della luce. Grandi come una scultura, duri, levigati, luminosi come avorio, continuamente franti dal ricadere inquieto della materia morbida dei broccati, dei velluti, dell’organza impalpabile di un velo che gareggia con le perle e le pietre nel catturare i riflessi.

Un Antonello rigoroso e severo che indugia sui corpi con i sensi, per pennello (e scalpello) la luce o – forse – solo i suoi occhi.


Da buona ultima, raccolgo la proposta di Ethos, e mi unisco alle suggestioni di Kiki, Biz, Serafico, Pensierointero, Manginobrioches, , Nefeli … (e per favore, protestino pure coloro che inavvertitamente ho omesso). 🙂

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12 commenti su “Settimana artistica: Antonello da Messina

  1. utente anonimo
    28 aprile 2006

    Preziosissimo. Mi fa impazzire il velo trasparente.
    Curiosi gli effetti di fuori scala del bambino e degli angeli, niente affatto tipici del rinascimento e di Antonello.
    E’ un dipinto ingiustamente meno noto rispetto ad altri di Antonello.
    Buona festa.

  2. Senzapiutempo
    28 aprile 2006

    Splendido Antonello. Vado spesso al museo della mia città solo per poter ammirare le sue opere. Da domani sarò a Palermo, peccato che l’Annunciata non sia per adesso in città, bensì a Roma.
    Buon fine settimana.

  3. manginobrioches
    28 aprile 2006

    i contrasti di Antonello, che pure restano invisibili, perché tutto appare ingannevolmente limpido e netto. ma l’oscurità, dici bene amica mia, è appena dietro, è lo sfondo necessario, da lì viene, lì torna la luce breve che siamo, che è il nostro sguardo. un abbraccio ammirato

  4. utente anonimo
    30 aprile 2006

    quel volto così chiaro della Madonna, così illuminato che sembra aver appena varcato la soglia di una chiesa buia per essere illuminata dal sole forte e caldo della Sicilia. eppure in contrasto con ciò il gioco delle proporzioni che danno al tutto un senso di profondità e mistero.
    MERAVIGLIA
    un caro saluto
    fabio

  5. blancoebleu
    30 aprile 2006

    Ciao Stefania, sono andato a vedere Antonello da Messina alle scuderie del Quirinale un paio di settimane fa con un bellissimo sole a rendere ancora più bella la giornata. Per chi volesse la mostra resterà aperta fino al 25 Giugno, tutti i giorni. Gli orari d’apertura sono dalle 10.00 alle 20.00. Andate tranquilli, per il sole garantisco io.
    Paolo

  6. BibliotecadeBabel
    30 aprile 2006

    Caro Guido, quegli angeli che attraggono la tua attenzione (giustamente), e tutta l’iconografia (comune ad una serie di dipinti di questi anni), sono di derivazione fiamminga a tutti gli effetti. Tra gli anni ’50 e primissimi ’60 Antonello assorbe e fonde Nord e Mediterraneo attraverso il “tirocinio” in quello straordinario cantiere che è Napoli. I risultati (anteriori di una decina-quindicina d’anni rispetto ai capolavori più noti) sono già maturi. Perché in questa Madonna (come in quest’altra, dello stesso anno) c’è già un nuovo senso della geometria, della luce e dello spazio, elementi che nonostante il loro intreccio complesso ci permettono di non confondere Antonello con un fiammingo, e di “leggerne” la maturità in senso rinascimentale.Marisa:a volte “invidio” tanto coloro che hanno a portata di mano certi capolavori. Io devo fare ogni volta i bagagli e partire: torno giusto stasera da Parma, tre giorni fuori di cui due di viaggio, per la mostra delle cattedrali e due musei. È dura, e non si può fare sempre. :-/ Un abbraccio.Anna:dicono… dicono di un “Rinascimento mediterraneo” tra le cui personalità dominanti va annoverato Enguerrand Quarton, che dipingeva in Provenza gli stessi panneggi aspri, lo stesso fondo scuro, la stessa luce abbagliante del suo sud. Antonello mostra di tenerne conto, e Quarton stesso è mediatore dello stile di Piero. Quando si dice che i conti tornano…[Un abbraccio anche a te, cara, stanco ma felice]Fabio:è stato il solito Roberto Longhi, per rendere l’idea, a paragonare la testa di questa Vergine ad una palla d’avorio. Credo che valga , superato ilprimo impatto, a riconoscere proprio quel senso scultoreo, levigato e perfetto di una geometria con cui tutti in questo periodo si cimentano. Anche uno scultore come Francesco Laurana il dalmata. Un saluto caro anche da me. 🙂Paolo:maggiormente rassicurata da queste garanzie, vedrò Antonello a Roma a fine maggio (con il mio viaggio a Parma l’ho solo momentaneamente posticipato, avrei dovuto vederlo mercoledì prossimo…) :-/

  7. utente anonimo
    1 maggio 2006

    Splendido. Un dipinto che non conoscevo. Una gemma incastonata nella sapienza di Antonello: perchè bisogna essere sapienti per dipingere con una tale maestria una madonna ricchissima, principesca come suggerisce lo stesso suo nome, di fronte ad un bambino che salverà il mondo, da povero, umiliato e sconfitto: non “da” questo mondo.

    “Nulla infatti Dio ama se non chi vive con la sapienza” [Sap 7,28].

  8. utente anonimo
    1 maggio 2006

    Non so se riuscirò a vederlo.
    Ho letto che sei stata a Parma, una città che mi piace molto e in cui vado spessissimo.
    Sto leggendo Possiedo la mia anima . Sempre preziose le tue scelte. Un caro saluto. Patrizia

  9. yom
    1 maggio 2006

    Mi sono accorta che non ero loggata. Ciao.

  10. BibliotecadeBabel
    1 maggio 2006

    Ethos:le tue citazioni mi inducono ad aspergermi il capo di cenere. 🙂 Ovvero, ho ripensato a quanta parte della mia vita ho trascorso in compagnia di oggetti a soggetto sacro o dentro edifici sacri, tuttavia distinguendo nettamente gli oggetti dalle emozioni e dalla fede. Separando gli spazi e i tempi, nonché i modi di rivolgere loro il mio sguardo. Mi emoziono di fronte alle straordinarie e preziose Madonne dell’arte, ma nella preghiera o nell’evocazione mi basta assai meno.Inchino. 🙂Patrizia:sì, toccata e fuga a Parma, e ti confesso che lungo la strada, all’altezza di Modena, mi sono fortemente rammaricata di non avere il tuo numero di telefono…[Scommetto che il libro della Fusini ti sta piacendo 🙂 Ti abbraccio]

  11. Brioethos
    2 maggio 2006

    Servo vostro! Con tanto di lavanda dei piedi…

  12. utente anonimo
    3 maggio 2006

    Salve cara,dalle mie parti c’è un regalo per voi, miei amici artistici, ma ho bisogno delle vostre e-mail per distribuirlo;quando puoi lasciami la tua e-mail così lo invierò a tutti voi!
    Pensierointero

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Questa voce è stata pubblicata il 28 aprile 2006 da in Antonello da Messina con tag , .

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