Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Perdersi

giardinodamoreCi sono temi e luoghi inesauribili per un romanzo. E irresistibili per il lettore, anche quando non lo si voglia dare a vedere.Ci sono il tempo, le sue tonalità emotive, il suo trascorrere inesorabile e il suo inaccettabile essere già stato. C’è l’ossessione di orologi che segnano i quarti d’ora e l’inutile paura della morte che ci portiamo addosso e accanto – come un’ombra bianca – per tutta la vita, ché tanto lei non sarà mai nulla di ciò che ci siamo immaginati.

E c’è Roma, luogo e sfondo in cui il tempo si fa palpabile e la sua memoria coincide con il suo ineluttabile sentimento.

E un’idea di perdersi (prevalentemente maschile, secondo l’autore) che sobbolle nel brusio indistinto di ristoranti e salotti, facendosi largo tra le chiacchiere di viaggi e di libri per affacciarsi nel pozzo senza fondo delle proprie emozioni, e farsi illusione. Di poter sanare la fuga sfrontata della giovinezza e le ferite di giorni lunghi come anni.

E nostalgia dolce e malinconica del diritto – senza tempo – alla ricerca della propria felicità.


Giorgio Montefoschi
L’idea di perderti
Rizzoli, Milano 2006

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Questa voce è stata pubblicata il 5 maggio 2006 da in Giorgio Montefoschi con tag .

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