Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Case, alfabeti, storie e vite

hammershoiC’è il sapore dell’aceto nel racconto di certe vite, soprattutto in quelle fitrate dalla luce bianca dei lampi a secco. Una luce abbagliante che in una casa di campagna lontana da ogni strada e da ogni direzione illumina le stanze di un dolore nuovo.Una casa che si regge sulle storie evocate dall’io narrante e insonne, nella quale il vento si aggira come un lupo e i muri fioriscono di crepe fresche brontolando nenie o filastrocche.

Le storie vi salgono pur non essendoci scale, come seconde vite; gira nelle stanze il fiato degli incontri che il suo spazio accolse assorbendoli nel silenzio poroso delle sue pietre di lava.

Per lungo tempo il protagonista ha creduto di parlare da solo, mentre in realtà la casa attendeva la sua voce e intrecciava lo scambio e l’ascolto, lasciando coincidere le pause, i medesimi silenzi di dentro, capaci di assorbire i suoni.

Ed ora le pietre rispondono con soffi di vento respirando la metà del sonno, restituendo voci che non sono più di quegli uomini e di quelle storie ma dialogo con gli alfabeti della materia di cui il mondo è testo vivo e pulsante. Voce fatta di sole consonanti cui basta aggiungere i suoni vocalici, aprire o chiudere il dolore di aver vissuto e mancato.

Un dolore agro come l’aceto, quel che rimane. Aceto, arcobaleno: non si sono salvate altre parole se non quelle iniziali di un’ordine alfabetico infantile, perché erano l’inizio e solo gli inizi lasciano un resto. Perché ora, nella casa e nel suo abitatore, il silenzio si rapprende. I fantasmi coincidono con un tempo senza margini e portano con sé la dimensione del sempre, tornano quando c’è assenza di sé ed occupano ogni spazio disponibile relegando i vivi nell’angolo più riposto. Mentre trasformano la casa nella scenografia smisurata di piazza, campo, arenile, e di ogni altro luogo di volta in volta evocato.

Spesso al racconto si accompagna la musica della materia, toni primordiali da primo mattino del mondo, quando non c’erano storie e le pietre erano magma furibondo rimescolato nel ventre della terra. Un fondo sonoro che è un re diesis maggiore a labbra strette, come un coro muto, “un ringhio di materia” in cui non si distingue “il canto dal grido, la musica dal dolore”.

Alla fine di ogni racconto e di ogni vita, lo sforzo di tenere insieme le pietre segna l’intonaco di rughe impietose e scardina gli incastri perfetti. Crolla ogni casa quando “nessun racconto la regge più”, lasciando la muta sopravvivenza di un soffio e di un respiro sopra le sue macerie.


Erri De Luca
Aceto, arcobaleno
Feltrinelli, Milano 1995

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6 commenti su “Case, alfabeti, storie e vite

  1. Mariannadeilabirinti
    8 maggio 2006

    OffTopic: Stefà, togli sti pop up, ne avrò chiusi almeno 29 (!), e tentano di palesarsi anche nel commento, uno è un traffic advance (un dialer) Sterminali ti prego e che la visita al tuo bel sito ci sia più comoda! :*

  2. BibliotecadeBabel
    8 maggio 2006

    Alzo le mani, cara Marianna… 😦
    Ho appena provato ad aprire il sito con tutti e cinque i browsers in mio possesso, sbloccando l’apertura dei pop up per vedere cosa succede. Sigh… con Safari mi si apre una piccola finestrina pubblicitaria, identica a quella che mi si apre con Mozilla; con Firefox idem, una sola, di EBay. Con Explorer nulla, ma non lo considero, a causa della versione vecchia e della scompaginazione totale del blog che mi obbliga a relegarlo in panchina. Con Opera nulla.

    Non mi resta che affidarmi alla buona volontà di qualche esperto; se qualcuno fosse in grado di suggerirmi la possibilità che i link malefici siano legati eventualmente a banner o contatori. Li rimuovo subito, se riesco ad individuarli, ma così come sono messe le cose non saprei dove mettere le mani.

    Mi dispiace per i fastidi di coloro che si trovano a fronteggiare questo sgradito imprevisto, e mi dispiace anche per il mio blog, che di questo passo sarà accuratamente evitato come la peste… :-/

  3. blancoebleu
    8 maggio 2006

    Tina Anselmi è una scelta condivisibile.
    Peccato io sia arrivato solo ora.

  4. Lam
    8 maggio 2006

    Mi manca questo libro di Erri De Luca, il grande falegname delle parole…p.s.io non ho alcun problema con i pop, non vedo alcune pubblicità 🙂 credo basti bloccarle internamente.Ciao!

  5. frammentivolanti
    9 maggio 2006

    Ciao,

  6. BibliotecadeBabel
    10 maggio 2006

    Paolo:sì, dispiace che non sia stata presa abbastanza seriamente in considerazione dai nostri eletti, invece di perdere tempo in disgustosi giochetti tra la buvette e il beneamato scranno personale.Un saluto caro.Doriana:il grande falegname delle parole… come hai ragione. :)Mi consola molto sapere che i pop up non infastidiscono proprio tutti 😀 Resto convinta che sia un problema di browser e di singoli PC. Ciao cara!:bella, grazie della consueta delicatezza di pensiero. Recupererò presto le mie assenze di questi giorni (sto portando a termine dei lavori), resisto. E spero anche di riprendere a scrivere e ad esserci come un tempo. :)Un abbraccio affettuoso.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 maggio 2006 da in Erri De Luca con tag , .

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