Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

The dark side of the duke

federico da montefeltroDelitti, misteri, efferatezze, omertà, pratiche sessuali sfrenate. Con l'”aggravante” di uno scenario accattivante quale la Urbino ducale – come a dire l’arte di Piero e la cultura universitaria, rimescolate in salsa noir e deformate da percezioni in cui bellezza e armonia sono risucchiate finanche nei gorghi di similitudini inverosimili, pronte a soccombere sotto il peso visionario di un Palazzo che sembra un’astronave di mattoni atterrata in una Urbino marziana, e dei suoi torricini in versione psichedelica “gambe di cubista”. Nonostante i tempi inducano a riconsiderare la realtà come di gran lunga più avanti rispetto alla fantasia, la scrittura e l’invenzione soffrono a volte degli eccessi, della confusione, delle forzature gratuite.

Accade in Via Volta della Morte, accade che la “città ideale” esploda sotto i colpi di penna e di piccone assassini siglati dall’impenetrabile profilo di Federico, la cui metà sempre in ombra riverbera in modo sinistro quelle “stimmate di un male occultato” sulle cose che accadono, nel nostro tempo, in uno scenario di provincia da commedia umana in cui da ridere resta ben poco.

Accade con troppa macelleria, anche per una città e per una finzione che immaginano il battesimo di sangue come voluto a suo tempo proprio dal suo signore. E accade con troppa inutile dispersione dentro, dietro e intorno a psicologie di personaggi inconsistenti, e – soprattutto – attraverso notazioni artistiche neanche tanto “a margine” (quanto “a forza”), da Castel del Monte alla Flagellazione di Piero.

La nostalgia verso una certa classe e certo altro stile si fa sentire…

Annunci

9 commenti su “The dark side of the duke

  1. blancoebleu
    11 maggio 2006

    Stefà, a questo punto non mi resta che immaginarti perennemente con un nuovo libro in mano.
    (A me capita di rileggere sempre gli stessi, di aprirne uno nuovo con diffidenza e di abbandonarlo nel 90% dei casi dopo le prime dieci pagine)

  2. BibliotecadeBabel
    11 maggio 2006

    Paoloooo!Ma non vedi a che ora scrivo, a che ore mi affaccio da queste parti e con che frequenza? :-DLibri… Certo, ci lavoro… Ma durante il giorno maneggio ben altri prosaici strumenti casalinghi, dei quali il più nobile è senz’altro il ricettario con cui mi diletto a cambiare menu per la mia truppa buongustaia. Per il resto, leggo aspettando il primo bollore nella pentola, mentre cuoce la pasta, in attesa che mio figlio finisca di leggere i giornalini seduto sul trono dell’apposita sala (!), nella sala d’attesa del dottore, mentre il parrucchiere mi asciuga i capelli e talvolta – di straforo – anche alla Feltrinelli. Insomma, dappertutto, e raramente (se non di notte) in posizioni e contesti comodi. :)Quanto a te, mi piace ricordarti e dedicarti i tuoi imprescindibili diritti, da me sottoscritti ab origine e continuamente esercitati.Un abbraccio. 🙂

  3. blancoebleu
    11 maggio 2006

    Allora non mi resta che appellarmi come nei telefilm di Perry Mason (anche se i suoi difesi in genere si appellavano al quinto) al sesto emendamento: il diritto al bovarismo.
    Se dopo dieci pagine un libro non mi piglia in quel modo lo abbandono e sopra non ci trono più.
    Ora mi sto avviando alla quarantesima rilettura di quell’ Ebdomero che De Chirico ha scritto prima in francese e poi in italiano (non tradotto, ma proprio scritto di nuovo e non ho ancora deciso quale delle due versioni preferisco) e l’intensità del bovarismo non accenna a scemare.
    Forse continuo a leggerlo perchè curioso di sapere quando succederà 🙂

  4. BibliotecadeBabel
    11 maggio 2006

    Accidenti, vai sull’impegnativo con l’Ebdomero, roba che qualsiasi diritto del suddetto decalogo ha comunque da fare i conti con lo spettro dei sensi di colpa…Per evitarli, leggerei qualcosa di questo tipo (è inutile che ci diamo arie da intellettuali, qui, che di codesti loschi figuri ce ne sono già abbastanza, in giro!). Se vuoi ti trovo il corrispettivo per maschietti. 😀

  5. blancoebleu
    11 maggio 2006

    ahahaha Stefà 🙂 ma io bello ricco e stronzo lo sono già
    (ho bisogno di redimermi con contrario)

  6. Mariannadeilabirinti
    15 maggio 2006

    Non ti facevo troppo tipa da gialli, ma questo è un po’ na’ sola, a quanto mi pare di capire 🙂

    Ps Ti sto leggendo Firefoxata, ah cosa non si fa per leggere le s_popup_atte squilibrate!!

  7. BibliotecadeBabel
    15 maggio 2006

    Marianna:oh sì, invece, di gialli e intrighi legati alla storia e all’arte. Hai presente fratello Cadfael? Me li sono fatti e rifatti tutti… un Maestro! Questo di Picca, invece, poteva essere migliore. :-/p.s. Per l’uso di Firefox, direi che è la scelta migliore. Per la buona volontà, sono commossa. Inchino. 🙂

  8. Mariannadeilabirinti
    16 maggio 2006

    Si però..Firefox rende il sito muto. Vabbè, mi basta la musica delle tue parole (che sviolinata coi fiocchi :))) ).

  9. BibliotecadeBabel
    17 maggio 2006

    Menomale che sei una donna… ;)))

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 11 maggio 2006 da in Arturo Pérez-Reverte, Aurelio Picca, Carmen Iarrera, Federico Zeri con tag , .

Sto leggendo (o rispolverando)

I libri che ho appena letto:
Stefania's book list (read shelf)

Inserire il proprio indirizzo email per iscriversi a questo blog ed essere avvisati via mail della pubblicazione di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 115 follower

Pagine sfogliate da

  • 146,294 lettori squilibrati

Tanto per contare…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: