Squilibri

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Giovani antichi

canova astragaliAl di là delle polemiche, dell’opportunità filologica di un’operazione editoriale discutibile, di un libro definito “apocrifo” perché sostanzialmente manipolato, depurato, ricomposto e ritrascritto, della persuasione ingannevole del nome in copertina (che dissimula il “peso” reale del curatore), restano le riflessioni. Ed un falso problema: non quello dell’attualità dei classici, ma della nostra rispetto a loro. Non se essi siano alle nostre spalle, bensì quanto ci precedano.

Tanto da doverli ritenere non indispensabili, ma fondamentali.

Perché gli antichi sono meno vecchi della nostra stanca modernità. Perché tra filologi mancati, turisti della storia, retorica immorale e canoni non credibili, «la parola dei classici è l’antidoto più forte all’inflazione del linguaggio», a quella globalizzazione, a quel livellamento verso il basso in cui – in nome del mercato e di altre false deità – rischia di sprofondare ogni residuo di identità ed ogni gioiosa memorabilità della parola.

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10 commenti su “Giovani antichi

  1. utente anonimo
    29 maggio 2006

    Ogni settimana faccio un salto in libreria per vedere che cosa c’è di nuovo…C’è sempre troppo e ogni volta me ne stupisco ingenuamente. Una settimana dopo l’altra è così e ne consegue che il libro dei nostri tempi non ha vita, non ha storia, dura un attimo. Quanti libri passano senza lasciare traccia di sè?
    Un caro saluto. Patrizia.

  2. utente anonimo
    29 maggio 2006

    Ma come faccio? Devo litigare con Splinder?
    Non mi riconosce più.
    Patrizia.

  3. utente anonimo
    30 maggio 2006

    Salve cara babel,
    ti ricordi del fischio?BEh fischio!Ho riproposto la settimana,da me!Quando vuoi…ti aspetto.
    Pensierointero

  4. utente anonimo
    30 maggio 2006

    Posso inginocchiarmi e ringraziare per questo post? A differenza del dominio della scienza che è verticale, conta solo l’ultimo scalino, la letteratura è orizzontale. Una parola detta mille anni fa può squarciarci in due tra un minuto. Mi hanno fatto ridere amaramente le polemiche seguite al salone del libro, quando si diceva l’è tutto sbagliato, serve più attualità. Ma attualità dove? L’ultimo romanzo porno-splatter scritto da una adolescente? Iniziamo a introiettare i classici per farli diventare la nostra carne. Vogliamo forse dire che l’Antigone non ha nulla da dirci, proprio in questi tempi?

    Un saluto dal quasi omonimo Montgolfier

  5. blancoebleu
    30 maggio 2006

    Due bellissime idee: l’orizzontale di Montgolfier ed il tuo nuovo-giovane. Ma lo sai che non ci avevo mai pensato?
    Parlando di due sommi assoluti, Omero aveva molta meno letteratura alle spalle di quanta può averne Marquez, quindi il più inedito, l’adolescente e il nuovo è il più antico. Ed è solo un paradosso apparente.
    Grazie ad entrambi 🙂

  6. BibliotecadeBabel
    30 maggio 2006

    Come vi voglio bene, miei pochi e amatissimi lettori/trici! Con l’occhietto sbircio ogni tanto, ma sono al lavoro: costretta a rimandare a più tardi il giusto tempo da dedicarvi. Un bacio a tutti. :-*

  7. BibliotecadeBabel
    30 maggio 2006

    Patrizia:tocchi uno dei tasti più dolenti tra quelli in cui mi imbatto ogni giorno sul lavoro. Il livellamento verso il basso è una realtà avvilente, e la vita media dei libri sugli scaffali si è accorciata drasticamente. I classici… che fortuna sapere che ci sono. :)p.s. Splinder rinnega i suoi figli come gli pare, resisti! :)))

  8. BibliotecadeBabel
    30 maggio 2006

    PensieroIntero:ho sentito il fischio, ho visto… wow… e ti ringrazio. Provvedo quanto prima, entro domani sera, in ogni caso. 🙂

  9. BibliotecadeBabel
    30 maggio 2006

    Stefano:mi fa orrore l’idea delle tre “I”, impalcatura fragile piantata in un terreno sterile e senza fondamenta. Sostanzialmente destinata al crollo. Che io sappia, per lungo tempo i classici hanno costruito già sui banchi di scuola quella forma mentis indispensabile per affrontare qualsiasi professione. Vorrà pur dire qualcosa il fatto che difettino sempre più l’una e l’altra.p.s. Pontiggia stesso sostiene che a voler affrontare (ad esempio) il problema della colpa o della pena, la lettura di Eschilo riesca più utile di tutti i dibattiti televisivi.

  10. BibliotecadeBabel
    30 maggio 2006

    Paolo:grazie a te per aver aggiunto il tassello importante del pensiero “di prima mano” (il più “inedito”). Se ci pensi, anche chi vorrebbe sacrificare lo studio dei classici nella scuola in nome di presunte idee di modernità, in realtà ricicla stantii schemi del secolo scorso, allontanandosi dagli intenti e trasformando quella modernità in vecchiume.Bacio, ciao 🙂

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 maggio 2006 da in Giuseppe Pontiggia, Roland Barthes con tag .

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