Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Con Borges

con-borges-coverIl laboratorio dell’alchimista ci rivela un mondo interamente verbale, con scarso margine per la musica, il colore, la forma. Con Borges càpita di scoprire prima di tutto un lettore, poi un illustre bibliotecario, e infine uno scrittore, con un’ossessiva propensione verso l’immagine della biblioteca, ritagliata finanche intorno alla sua idea di Paradiso.

Una declinazione enciclopedica dell’universo risalente all’infanzia e alle sorprendenti scoperte casuali realizzate grazie all’ordine alfabetico dei dizionari.

Nel laboratorio dell’alchimista, tuttavia, i libri sono assai meno di quelli che ci si aspetterebbe. Poche pietre miliari e una grande fame di parole altrui, alimentata da una poderosa memoria capace di rendere la lettura un continuo rammemorare. O rileggere.

E con i libri, una relazione fisiologicamente impensabile maturata negli anni di buio dello sguardo, che gli consente alla fine di riconoscerli scorrendo le dita sui dorsi e sulla carta. C’è per Borges, nei libri, il nome e il gusto di tutte le cose – note e ignote – e la risposta ad ogni domanda. Tempo, spazio, massimi sistemi, ed un approccio “anarchico” guidato dalla struttura reticolare della mente. C’è di che gioire che la via che conduce ai libri non sia mai lineare, e si sottragga beffardamente alle regole e al senso del dovere. Esiste forse una logica che obblighi dalla prima all’ultima pagina? O che renda il numero delle pagine diverse dall’infinito?

Degli scrittori di sua conoscenza si sente lettore, più che amico, quasi che lèggere sia il mezzo per essere tutti loro e tutti coloro che nei libri abitano a distanze altrimenti incolmabili. Un panteismo che ci ipotizza sogni di Dio senza cognizione di causa, felici di non saperlo.


Alberto Manguel
Con Borges
Adelphi, Milano 2005

Jorge Luis Borges
La biblioteca inglese. Lezioni sulla letteratura
a cura di Martin Hadis e Martin Arias
Einaudi, Torino 2006


Queste poche righe solo perché con lei (che ne aveva già detto) era venuto fuori – qualche commento fa – il Borges bibliotecario (o beato coi libri, come anagramma vuole). Squilibri e il suo spirito commossi ringraziano la possibilità di ritornare spesso e volentieri ai propri grandi amori.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 luglio 2006 da in Alberto Manguel, Jorge Luis Borges con tag , .

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