Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Arcobaleni

Dicono che l’indaco sia pretestuoso, che serva solo a fare sette. Che i colori ammissibili stiano quasi sempre nelle dita di una sola mano, incuranti della tavolozza infinita di parole e sensi, dei nomi moltiplicati insieme alle lingue, degli umori, delle tonalità, dell’indole. Dei colori irritabili e di quelli di buon carattere.

Dicono che le parole dell’arcobaleno portino con sé i significati come un abito, ognuno diverso a seconda del colore. Perché le parole colorate conoscono gli indicativi gialli e i congiuntivi verdi, rimescolano questi ultimi con quelli rossi solo per vedere l’effetto che fa, scrivono un giallo in blu e un romanzo rosa in verde. Il bianco d’assenza lo lasciano al silenzio e alla privazione.

Alcuni colori se ne vanno per sempre, senza che vada tuttavia perduto il significato delle cose, come insegna il candore dei marmi delle sculture antiche. Così come alcune parole si seccano senza che tuttavia il loro suono smetta di vibrare nell’aria, e noi ignari che da sempre respiriamo tutte le parole pronunciate dagli uomini in ogni tempo, parole vagabonde nell’atmosfera, senza fissa dimora, parole in bianco e nero proprio come un film muto.

Noi altro non si fa che assemblarle ogni volta ex novo, nuove combinazioni ogni giorno, parolecolori per nuovi arcobaleni, moltiplicazioni, torri babeliche cromatiche. Colori e parole come la musica, chiavi del mondo, strumenti per disserrare le porte della sua percezione. Non era forse sinestesia quel sentire i colori di Kandinskij, tanto quanto l’associarli di Skrjabin alle note sullo spartito?

Ecco, si voleva parlar d’altro, ad esempio di un nuovo delizioso libretto che dei colori racconta significato e simboli. Bello. E invece si finisce al colore delle parole, quel che resta delle cose una volta nominate. Dal cielo ci mandano l’arcobaleno per confonderci e forse l’Eden era monocromo.


Michel Pastoureau – Dominique Simonnet
Il piccolo libro dei colori
Ponte alle Grazie, Milano 2006

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Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2006 da in Aleksandr N. Skrjabin, Dominique Simonnet, Michel Pastoureau, Vasilij V. Kandinskij con tag , .

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