Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Luoghi dell’anima

Una delle tappe del mio viaggio vacanziero è stata l’alta Valmarecchia, terra poetica per caso e per amore da attraversare con aria assolutamente svagata e braccia ciondoloni decidendo di volta in volta che direzione prendere al bivio, da conoscere intrufolandosi mai sazi nei sapori e nei profumi, nelle storie raccontate dal greto assetato del suo fiume, nelle parole in loco, lì dove esse sono cresciute un tempo o dove ancora scorrono mescolandosi al caffè del mattino, alle litanie bisbigliate nel primo banco, ai saluti a bordo strada. Un po’ come una caccia alle farfalle, con lo stesso cuore: nelle mie intenzioni c’era l’auspicio che i bambini fossero incantati dal mondo di Tonino Guerra e – chissà – riuscissero a vedere le cose con gli occhi del poeta.

Un viaggio premeditato, insomma, alla volta dei luoghi dell’anima su e giù per strade scandite da meridiane, giardini, pensieri, parole dei mesi, madonne abbandonate, voci di foglie, angeli coi baffi, lumache gigantesche e frutti dimenticati. Chiacchierando con la proprietaria del negozietto in cui ero entrata per procurarmi alcuni libretti di Guerra non ancora in mio possesso, ho ricevuto complimenti sinceri e graditi: pare che di solito i genitori preferiscano portare i figli all’ipermercato.

[Mi sono sentita persino un po’ crudele, all’inizio: poesia di prima mano, cibi dell’anima da consumare in originale, senza alcuna possibilità di replica, pena la perdita dell’attimo fuggente, infliggendo alle creature una riflessione che non contemplasse neanche la possibilità di un 3×2…), mentre davanti agli occhi mi si ricomponeva tutta l’ambiguità e la desolazione di quella fiera delle vanità, del mondo che si trasforma progressivamente in merce, “rassicurante” soltanto per chi ne abbia incontrollata fame tanto da modellarsi a immagine e somiglianza del «grande magazzino del superfluo a prezzo scontato». Merce rassicurante pronta a divorarti. E gli ipermercati sono pieni di merce. Un incubo].

Interrogati al ritorno a casa, i bambini hanno votato all’unanimità Pennabilli e dintorni come luoghi del cuore di tutta la vacanza, mentre mia figlia – ricordandosi dell’episodio – mi domandava: Perché? Anche al centro commerciale ci sono gli alberi rari, i pensieri con le ali, le storie scritte sui muri e gli angeli che non sanno fare nulla?, e il piccolo sillabava – con l’aria evidentemente compiaciuta di chi ha capito tutto: A Pen-na-bil-li ci stan-no le me-le e le pe-re che non si com-pra-no…

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Questa voce è stata pubblicata il 28 agosto 2006 da in Nino G. D'Attis, Tonino Guerra con tag , , .

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