Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Serendipity

Ecco che una «vicenda tormentosa e sciagurata» torna a far parlare di sé, in prima pagina – sulla «Domenica» del Sole24Ore del 25 febbraio – a firma di Marco Carminati. E la notizia non sta tanto nel perdere un nome per acquisire una radice e un tempo inequivocabilmenti certi: l’ipotesi, dopo Calvesi, era ormai data per scontata anche nella letteratura divulgativa. Quel che sorprende – e piace – è che la scoperta del documento risolutivo profumi di serendipity, e che restituisca Merisi non tanto a Milano (strappandolo a Caravaggio) quanto al medesimo specchio cosmico in cui tutte le cose si riflettono esaltate e gravate del loro tempo.

«Ogni nuova personale verità nell’arte è una nuova scoperta che gli idoli artistici precedenti miravano a precludere. Che cosa aveva impedito sino a lui di rendere fedelmente ciò ch’egli chiamò per primo un “pezzo” di realtà, se non l’antica fabula de lineis et coloribus ch’egli avvertiva ormai come mitologia da lasciar finalmente cadere? Guardava intorno a sé, e la realtà gli appariva in “pezzi” bloccati di universo dove non era luogo né a contorni, né a rilievi, né a colori come formule astrattive. E perché la rètina, da sé sola, ha un campo visivo sempre sfocante, svagante, non era meglio stagliarlo come ci appare nel quadro veridico dello specchio che ci dà sempre l’“unità del frammento” immerso nella sua luce: una specie di “realtà-acquario”? […] Molte volte egli dovette incantarsi di fronte a quella “magia naturale”; e ciò che più lo sorprese fu di accorgersi che allo specchio non è punto indispensabile la figura umana; se, uscita questa dal campo, esso seguita a rispecchiare il pavimento inclinato, l’ombra sul muro, il nastro lasciato a terra. […] Il Caravaggio si rivolgeva alla vita intera senza classi, ai sentimenti semplici e persino all’aspetto feriale degli oggetti, delle cose che valgono, nello specchio, al pari degli uomini, delle “figure”».

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Questa voce è stata pubblicata il 27 febbraio 2007 da in Caravaggio, Marco Carminati, Maurizio Calvesi, Roberto Longhi con tag , .

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