Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Il vecchio inganno

L’autore è raffinato filologo, grecista appassionato e osservatore acuto delle invarianti della storia, con la rara capacità di padroneggiare il tempo degli eventi dall’antichità all’attualità. Il tema è un classico di ogni epoca: il fallimento di un mito, l’alibi madre di tutti gli alibi e di ogni conflitto. In attesa che la recente serie di puntate monografiche di “Alle otto della sera” sul 1956 – cui Canfora ha prestato penna e voce – diventi un libro (edito da Sellerio), queste pagine si addensano intorno alla storia (e alla critica) dell’ideologia della «guerra giusta».

Intorno al nodo cruciale dell’esportare i valori della democrazia occidentale con le armi in nome e per conto di una presunta “missione” che dissimuli l’ancor più fragile movente dell’incombere di una minaccia e del timore dei fanatismi. Prodotti (e non cause) di un progetto sbagliato.

Insomma, il vecchio inganno che fu già di Sparta e di Napoleone prima di giungere a noi e al letale intreccio tra «esportazione di libertà» e «politica di potenza» che nutre tutti i fondamentalismi e tutte le nostre paure.

L’idea più stravagante che possa nascere nella testa di un politico – diceva Robespierre – è credere che sia sufficiente entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le proprie leggi e la propria costituzione. – E aggiungeva: – Voler dare la libertà ad altre nazioni prima di averla conquistata noi stessi significa garantire insieme la schiavitù nostra e quella del mondo intero.


Luciano Canfora
Esportare la libertà. Il mito che ha fallito
Mondadori, Milano 2007

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2 commenti su “Il vecchio inganno

  1. manuleatus
    18 ottobre 2009

    Proprio giovedi ho intervistato l’esimio studioso su questo libro, dandomi come sempre risposte illuminanti. Mi permetto di consigliare anche “Critica della retorica democratica”; una lucida analisi della nostra presunta democrazia e del concetto occidentale di “sistema politico superiore”.
    Il bellum iustum resta un pretesto semplicissimo ma di eccezionale e sicuro effetto dalla Guerra del Peloponneso fino ai nostri giorni. E ciò dovrebbe far preoccupare.

  2. Stefania Mola
    23 ottobre 2009

    Concordo sulla preoccupazione. E ringrazio per il suggerimento bibliografico.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 marzo 2007 da in Luciano Canfora con tag .

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