Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Lettura e fuga

«La lettura è, in se stessa, una potente metafora del viaggio e dell’avventura, dell’oltrepassare confini e trascendere limiti. In un cruciale viaggio letterario, quello della Commedia di Dante attraverso i tre regni dell’aldilà, Virgilio diventa la guida per attraversare l’Inferno e il Purgatorio, mentre Beatrice, la donna ideale, è la guida per il Paradiso. Tutti questi percorsi sono viaggi alla ricerca della conoscenza: conoscenza di sé, dell’altro, dei mondi in cui abitiamo. […]

Ricordo di essere rimasta sorpresa nello scoprire, verso la fine dell’infanzia, che altre persone consideravano la lettura e la scrittura attività separate. Ma come si poteva fare l’una senza l’altra, mi chiedevo io? E se naturalmente accetto che ci siano molti lettori che non scrivono mai, che non anelano a scrivere – ma una parte di me si chiede se sia proprio vero – non riesco a concepire uno scrittore che non sia stato prima un lettore. Dicendo “lettore” mi riferisco a quell’avida, appassionata relazione con racconti e poesie, con ogni forma della parola scritta: il tipo di letture che tanti di noi hanno fatto da giovani, prima di imparare (o prima che ci insegnassero) a distinguere tra ciò che “valeva la pena” di leggere oppure no. Quel genere di fervore che all’ora di pranzo mi faceva correre a casa da scuola, riempire la cartella del necessario per le lezioni del pomeriggio e poi montare su per le scale a passare il quarto d’ora che mi restava immersa in un libro.

La mia camera era piccolissima. […] Eppure, nei miei ricordi, è quel luogo sicuro e costante dove poteva esistere tutto un altro universo, un universo che non trovava difficoltà nel conciliare i “big bang” della psiche con i ristretti spazi suburbani. Il mondo della mia immaginazione in quella stanza esplodeva e si riformava, espandendosi e sviluppandosi con ogni nuova scoperta letteraria della mia adolescenza. Tra quelle quattro mura, i limiti svanivano, gli universi si scontravano e si fondevano, l’uno nell’altro, e la vita, più della finzione, sembrava l’arte del possibile. […]

Non intendo assolutamente vantarmi di aver capito tutto quello che lessi quell’estate, ma non era così importante. Mi ci sono voluti molti anni per rendermi conto che la comprensione intellettuale è una parte – e solo una parte – della lettura. C’è anche la reazione immaginativa, creativa alla parola scritta, in cui qualcosa dentro di noi raggiunge una consapevolezza e dice: “Aspetta… non sono sicurissimo di cosa ciò voglia dire, ma so che è importante, e lo so senza sapere di saperlo”. […]

Il sole ci spinge fuori, verso attività sociali, spesso mettendo in primo piano l’aspetto corporeo della nostra identità. L’inesorabilità di cieli grigi e spiagge umide, invece, suscita una reazione del tutto diversa: un desiderio di fuga nella luce dell’immaginazione. […] Questa idea di fuga, comunque, continua ad essere una parte importante della funzione della letteratura.

Qui voglio fare una distinzione tra “fuga” e “evasione”. “Evasione” suggerisce il sottrarsi con la fantasia – questo soltanto – a una realtà insoddisfacente. E in ciò, di per sé, non c’è niente di male. La “fuga”, d’altro canto, è un’attività molto più positiva. È assai più di un semplice sottrarsi o evitare qualcosa: è una vera e propria liberazione, il superamento dei limiti che restringono l’immaginazione, che condizionano lo sviluppo della creatività. Susan Sontag scrive di questo genere di fuga in una raccolta di saggi pubblicata, postuma, il mese scorso. E dice: “Quel che mi salvò quand’ero bambina in Arizona… (fu) leggere libri. Avere accesso alla letteratura mondiale era fuggire dalla prigione della vanità nazionale, dell’ipocrisia, del provincialismo ostinato, della scuola inutile, dei destini imperfetti e della sfortuna».


[Catherine Dunne, nella pagina della Cultura del «Corriere della Sera» del 25/5/2007, a proposito del leggere, dello scrivere, dell’immaginare – anticipazione del testo che sarà letto qui il prossimo martedì 29]

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2 commenti su “Lettura e fuga

  1. Regina L.Péret Dell´Isola
    25 febbraio 2010

    Excelente artigo e belíssima a tela.

    Gostaria de saber o nome do artista que pintou a tela que ilustra o artigo.

    Por favor, digam-me o nome do pintor e, se possível, o endereço eletrônico para contato.

    Agradecida

  2. Stefania Mola
    25 febbraio 2010

    Olá Regina 🙂
    A pintura chama-se A Girl Reading in an Interior, cujo autor é Peter Ilsted (1861-1933). Sem endereço eletrônico, é claro 😀 mas você pode encontrar muitas páginas na Internet, começando aqui.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 maggio 2007 da in Catherine Dunne con tag , .

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