Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Pagine di possibilità

Ripeto: perché un libro esista, basta che sia possibile. Solo l’impossibile è escluso.

La storia personale, come quella delle lettere, è fatta spesso di libri non del tutto “ortodossi”, non di quelli che ci si aspetterebbe – insomma – comodi da sfilare dallo scaffale, da aprire e sfogliare trovando persino la risposta che stavamo cercando, magari scorrendo l’indice.

Quella storia, come la letteratura, è fatta anche di libri perduti per sempre, che la fatalità o un tragico scherzo del destino hanno cancellato irrimediabilmente salvando il solo rimpianto.

O di libri mai letti, di quelli che rilasciano i fastidiosi umori del rimorso svendendosi per quattro parole al primo che ne parli purchessia.

Sono libri che abitano l’immaginazione, unica dimensione concessa alla sopravvivenza di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.

«Mi si è riaperta solo ora, quella fessura, dopo tanti anni. E così mi sono messo a ripensare alle cose che non si sono fatte, è un bilancio difficile ma necessario, a volte può anche dare una sorta di leggerezza, come una contentezza infantile e gratuita. E per lo stesso motivo, e con la stessa contentezza infantile e gratuita, come di conseguenza mi sono messo a ripensare anche ai libri che non scrissi mai e che tuttavia ti raccontai con identica minuzia con la quale non facemmo il viaggio a Samarcanda. L’ultimo che non ho scritto, che è poi anche l’ultimo che ti ho raccontato, si chiamava Cercando di te e aveva come sottotitolo “Un mandala”. Il sottotitolo si riferiva alla ricerca del personaggio, nel senso che il suo è un percorso concentrico, a spirale, e i personaggi, come sai, non erano miei, li avevo rubati a un altro romanzo».

La storia fatta di libri mai scritti e letteratura potenziale è una tra le più diffuse. Un mistero alimentato da geniali recensori di inesistenze, finzioni e poeti mai nati, gemellato solennemente con quello di viaggi ugualmente mai intrapresi e con i rimpianti sopravvissuti ai libri perduti. Ché poi è difficile farsene una ragione, di queste inesistenze e introvabilità, che fanno di un libro qualcosa di impossibile da avere, e delle biblioteche – spesso – la quintessenza della surrealtà. Qualora i libri esistano ai limiti dell’assurdo, matti da [ri]legare e in tutto il loro incredibile stupirci.

Perché poi molte storie e biblioteche necessarie sono fatte di libri impossibili da credere. Sembra tutto vero e invece sono ritorni e visioni, vite precedenti e cibi per l’anima. Ce le portiamo dentro senza sapere che il loro catalogo annovera tutti i libri poco ortodossi di cui si diceva poc’anzi (quelli perduti, quelli mai scritti, quelli inesistenti e quelli solo immaginati); impossibili da avere e assolutamente necessari. Un delirio in cui ogni libro parla di un altro libro e noi restiamo senza parole.

Cara Anna,
non ho parole buone, vengo a mani vuote. Ma volevo dirti che a ciò che ho letto ieri sera non mi hai dato il tempo di tornare… per dirti solo quanto quelle parole graffino e stridano agli occhi e ai pensieri di chi riesce a sentirti vicina. Perché è possibile, lo sai, anche se non si conosce lo sguardo, il gesto, né il suono della voce, sentirsi vicina.

Non ho parole buone, anzi non ne ho proprio. Ti mando solo il mio abbraccio e il forte senso di mancanza che lascia questa tua pausa (perché io spero che solo questa sia) e questo vuoto di parole.

Come hai scritto una volta, quando raccontasti di quel libro “necessario” pescato tra tanti titoli improbabili di una “necessaria” libreria di Lipari, “l’alternativa è credere che esistano luoghi che solo i tuoi desideri costruiscono. Come i libri e gli amori”.

Un abbraccio forte forte e – voglio credere – a presto.

————————————–

È soltanto una cosa tra le cose
ma è anche un’arma. Essa fu forgiata
in Inghilterra, nel ‘604,
e le affidarono un sogno. Rinserra
clamore e furia e notte e rossosangue.
La mano la soppesa. Chi direbbe
che contiene l’inferno: le barbute
streghe che sono le parche, i pugnali
che eseguono le leggi della notte,
la brezza delicata sul castello
che ti vedrà morir, la delicata
mano che può insanguinare i mari,
la spada e il clamore della battaglia.

Quel tumulto silenzioso dorme
nel perimetro di uno di quei libri
del tranquillo scaffale. Dorme e aspetta.

(J.L. Borges, Un libro, da Storia della notte)

————————————–

Update: in realtà ciò che Anna ha scritto di quei libri necessari è nascosto – da oggi – dietro una porta chiusa. In attesa, potete leggerlo qui, dove mi sono permessa di aver cura delle sue parole.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Sto leggendo (o rispolverando)

I libri che ho appena letto:
Stefania's book list (read shelf)

Inserire il proprio indirizzo email per iscriversi a questo blog ed essere avvisati via mail della pubblicazione di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 115 follower

Pagine sfogliate da

  • 146,322 lettori squilibrati

Tanto per contare…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: