Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

La risposta che manca

chatwinA margine della bella iniziativa di «Repubblica» intorno a questo libro, mi piace ricordare come – al di là del costante successo editoriale che frutta ad Adelphi ben 13.000 copie l’anno vendute per ogni titolo – Chatwin ci abbia provato. Con il fuoco. A bruciare le sue carte, i taccuini, gli schedari, la corrispondenza.

Tutto ciò che riuscì a scampare al rogo del 1986 venne raccolto dalla moglie Elisabeth e riempì ben quarantuno scatole. Documenti e manoscritti, tra cui ottantacinque mitici taccuini dalla copertina nera fermata dall’elastico con i resoconti di viaggio stesi tra 1962 e 1988, che vennero poi depositati nella Bodleian Library di Oxford e non saranno resi pubblici prima del 2010.

Non a tutti la Patagonia (né alcun altro luogo, a cominciare dalla propria stanza) fa bene, e produce le stesse emozioni o riecheggia delle stesse voci sotto i passi. Non a tutti racconterà dell’illusione che lì la terra – davvero – finisca. Chatwin, insieme al suo mito complesso, inappagato e distante, non viaggiava. Cercava. Dava una forma all’irrequietezza che a molti esseri umani fluisce nel sangue. E rimanda ad un altro personaggio assai caro a chi nel suo codice genetico abbia subito l’influsso del “fattore Ulisse”.

Penso ad Annemarie Schwarzenbach, la quale spesso – interrogata su quale fosse il suo mestiere – usava rispondere: «Uccello migratore». Di lei e della sua esistenza breve, irrequieta e senza scampo, ha scritto Melania Mazzucco senza tuttavia recuperarne la rotta né costruirne il nido. Né dà una risposta “definitiva” la sua scrittura quantitativamente eccessiva, debordante, alluvionale: centinaia tra reportages, quaderni, romanzi non finiti, racconti, migliaia di fotografie. E una scoperta tardiva e parziale da parte dell’editoria.

Una scrittura che è viaggio essa stessa, nomade e in bilico come la donna che guida la penna, alla ricerca di una meta impossibile; di quelle che approdano solo per ripartire, continuamente, attendendo, e per questo “in cerca”. Ma la risposta all’irrequietezza non è scritta sul libretto d’istruzioni che all’origine viene fornito insieme agli esseri umani. Anzi, alcuni esseri mancano anche di quello, motivo sufficiente a incidere nella vita la nostalgia dell’assoluto che conduce all’erranza.

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2 commenti su “La risposta che manca

  1. giulia
    6 dicembre 2011

    Ciao Stefania, non so per quale motivo non ho ancora letto Chatwin. Ma leggendo le tue parole, lo leggerò. Grazie ed un caro saluto
    Giulia

  2. Stefania Mola
    8 dicembre 2011

    Carissima,
    ricambio il saluto e confermo: Chatwin può essere uno splendido compagno di viaggi e di “ricerca”. Anche dalla propria poltrona preferita e anche nel caso lo si sia trascurato fino ad oggi.

    È sempre bello ritrovarti. 😀

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