Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

[De]bordare

Come punte di selce i frammenti
della memoria e del sogno
si posavano sul fondo del lago.

C’è una sobrietà d’intenti e di modi capace di restituire alle cose quotidiane la complessità – esatta e indeterminata a un tempo – che appartiene loro.

C’è una misura che riesce a far attecchire la parola poetica persino in una terra in apparenza refrattaria alla sedimentazione del pensiero in parola.

Una compostezza che assicura sopravvivenza alla memoria, alla sua «materia incerta» pericolosamente «lontana dal centro» e sempre sull’orlo di quella voragine che sprofonda in nessun luogo e tutto confonde.

Così la poesia sopravvive, diversamente da quella «casa disabitata» immemore e «deserta di quelle care ombre / che il tempo aveva cancellato».


Giampiero Neri
Poesie 1960-2005
Mondadori, Milano 2007

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Questa voce è stata pubblicata il 27 settembre 2007 da in Giampiero Neri con tag , .

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