Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Sul treno del progresso

Turner has out-prodiged almost all former prodigies. He has made a picture with real rain, behind which is real sunshine, and you expect a rainbow every minute. Meanwhile, there comes a train down upon you, really moving at the rate of fifty miles a hour, and which the reader had best make haste to see, lest it should dash out of the picture… as for the manner in which ‘Speed’ is done, of that the less is said the better, only it is a positive fact that there is a steam coach going fifty miles and hour. The world has never seen anything like this picture.

Non si può dire che Thackeray avesse apprezzato le novità proposte da Turner nel suo celebre dipinto Rain, storm and speed, composizione audace di straordinaria apertura alla modernità con quel suo elogio della velocità e del progresso così spiazzante. Un treno che pare forzare i limiti angusti della tela e investire lo spettatore, sfaldando ogni altra forma intorno, ogni immagine, descrizione, spazio, prospettiva, colmandoli di materia pittorica.

Era proprio quella locomotiva a infastidire l’autore della Vanity Fair, così poco rassicurante rispetto agli eroi e ai miti dell’antichità o ai soggetti sacri, patriottici, bucolici cari alla tradizione. Tra le chiacchiere messe in giro dai nostalgici del buon tempo andato una – in particolare – insinuava persino il dubbio della sua pericolosità: «Molti benpensanti sostenevano che viaggiare in treno era qualcosa di pericoloso, poteva provocare malattie al cervello e agli occhi. L’uso dei viaggi in ferrovia venne persino ostacolato. Si parlava di gente che, scesa dal treno, aveva allucinazioni perché aveva visto cose troppo rapidamente…».

Quella intorno alla locomotiva di Turner è una delle quarantaquattro lezioni-conversazioni di Federico Zeri su altrettanti capolavori della pittura di ogni tempo che il professore registrò tra 1997 e 1998 per una serie di trasmissioni radiofoniche andate in onda all’inizio del 2003. Materiale preziosissimo narrato secondo quel «raccontar divagando» tipico del profondo connoisseur delle cose d’arte ma anche dell’osservatore attento e rigoroso delle ragioni della Storia che Zeri è stato.

E parzialmente inedito – tranne la parte pubblicata in un volume postumo – tanto da essere raccolto in un libro, fresco di stampa, a cura di Marco Carminati che si è accollato l’onere e l’onore di trascriverne il tono colloquiale e diretto senza tradire lo spirito antiaccademico e anticonformista di un Maestro fuori dagli schemi di cui ogni lettore può aspirare, ancor oggi, ad essere allievo privilegiato.


  • Il libro
  • La trascrizione dell’articolo pubblicato dalla «Domenica» del Sole24Ore il 4 novembre 2007
  • L’articolo online con i links alle lezioni su Perugino e su Matisse
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Questa voce è stata pubblicata il 16 novembre 2007 da in Federico Zeri, Marco Carminati, William M. Thackeray, William Turner con tag , , .

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