Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Una voce

Non ti ho tenuta in me
più che il fiume l’albero della riva;
io, passando, t’ero sempre nell’anima;
tu, sempre nella mia, non venivi mai via.
Bastava un cielo cieco, un po’ di vento,
perché sparissi tu dalla mia vita.

(Juan Ramón Jiménez, in Lirica spagnola del Novecento)

———————————

[È una giornata sufficientemente uggiosa per queste latitudini, mi aspetta un viaggio finesettimanale che è in realtà una toccata e fuga, una cena sul Naviglio grande e qualche incursione nelle mie librerie amate. Intenta a cercare tutt’altro, mi sono imbattuta in questo mio stato d’animo. Le pagine dei libri tendono continui agguati, si sa; filano rimozioni e sedimenti come nessun altro e confezionano abiti che non passano mai di moda. Buoni a coprirci quando abbiamo freddo, indispensabili anche fossero consumati dall'[ab]uso. Mi è sempre piaciuto pensare che nelle trame degli abiti, a dispetto del tempo e dell’igiene, restino annidati scorie di profumi, granelli di sabbia di un’estate felice, frammenti levigati di foglie e di vento, l’impronta di un fiocco di neve. Memoria fossile invisibile allo sguardo ma necessaria all’appartenenza. Ecco, la voce di Jiménez – oggi – mi rammenta come certe cose si incrostino sul cuore, nel bene e nel male. Come l’acqua del mare, asciugandosi velocemente sulla pelle, lasci la traccia e il sapore del sale. Che se solo sulla pelle hai un taglio, brucia].

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8 commenti su “Una voce

  1. marzia
    30 novembre 2007

    L’esperienza sia dell’altro da sè sia di un reale ci abita, spesso a nostra insaputa, pronta a venir fuori.
    Siamo un mistero a noi stessi, non credi Stefania?Coem è mistero perchè io preferisca questa piattaforma ( avrai notato che nel mio blog qua pubblico roba di maggior qualità) a Splinder.
    Un abbraccio e l’augurio che il tuo fine settimana non sia uggioso 😀

  2. Arimane
    1 dicembre 2007

    Grazie, grazie. Bella idea.
    Io avevo risolto riservando a Squilibri l’uso di Opera, ma è bella, questa nuova casa…

  3. marzia
    1 dicembre 2007

    Visto Stefania: un’altra persona che non poteva leggerti agilmente..:o)

  4. Patrizia
    2 dicembre 2007

    Scopro che hai una nuova casa! Penso che ti seguirò a questo indirizzo che mi sembra più agevole. Da tempo riuscivo a leggerti solo se cambiavo browser.
    Come è stato il w- end a Milano? La settimana scorsa sono stata a Londra che non vedevo da sei anni. E’ proprio una città splendida che mi regala sempre una forte emozione. Sono stati tre giorni pieni e intensi vagando senza una meta precisa sul filo dei ricordi dei precedenti passaggi. Un abbraccio.

  5. Stefania
    3 dicembre 2007

    Marzia,
    l’uggia è una nebbia che si rapprende nel sangue. In certi luoghi nebbiosi resisto sì e no un fine settimana, appunto, e il ritorno al Sud mi sembra sempre un rinascere. Sto invecchiando, I suppose, perché un tempo avrei fatto carte false per restare ad altre latitudini e costruirmi lì la vita. 😀

    Arimane,
    ma che bello averti anche qui. 🙂
    Per adesso questo clone (essenziale ed ascetico, che non permette per sua natura di inserire alcun gadget in sovrappiù) mi sembra l’unico modo per risolvere i problemi (di browser, ché infatti basterebbero Opera o Firefox per cominciare a evitarli). Ma sto facendo un pensierino per il futuro: non è escluso che una volta terminato il trasloco, che è comunque una cosa lunga, utilizzi solo questo blog, mèmore dei problemi ricorrenti di Splinder, delle loro manutenzioni e del frequente malfunzionamento dei feeds. Insomma, per adesso, mentre copio e incollo gli archivi, pubblicherò in copia quel po’ di nuovo che riesco a produrre. Ma almeno mi assicuro la compagnia. 😀

    Patrizia,
    sono contenta che anche tu ne tragga beneficio. 🙂
    Milano… è uno di quei posti dove bisogna tornare ogni tanto, per svariate ragioni, ma il mio umore sprofonda nei navigli ancor prima di aver raggiunto le mie amate osterie e librerie in zona, e risale a malapena insieme ai suoi pesantissimi vapori. È inadatta a qualsiasi cromo- e aromaterapia. Non so perché (o forse sì) ma il “fumo di Londra” lo trovo assai più poetico ed evocativo. E condivido il tuo entusiasmo.

  6. Patrizia
    3 dicembre 2007

    Un tempo, conoscevo Milano poiché per lunghi anni vi abitò mia zia. Ora vi faccio ritorno raramente e la città mi sfugge. Però sui Navigli ho comprato dei simpaticissimi quadri di gatti e civette che mi osservano dalle pareti dello studiolo.
    OT Avrei bisogno del tuo indirizzo, se non ti dispiace. Posso fare riferimento a quello dello scorso anno?
    Un caro saluto.

  7. Montgolfier
    4 dicembre 2007

    Una piccola gioia, questo clone. Finalmente riesco a leggerti con facilità. Di questo tuo ultimo, mi piace l’immagine che chiude: quella del sale sulla pelle dopo il bagno in mare.

    A presto, e con più continuità da parte mia

    Stefano

  8. Stefania
    4 dicembre 2007

    Cara Patrizia,
    oggi mi son detta: vuoi vedere che con la sosta forzata a casa, causa febbre del più piccolo, riesco a scrivere tutte le mails che non ho scritto (a te per prima)? L’ottimismo non mi manca(va)… 😀 Nell’attesa che il pargolo si metta tranquillo a schiacciare un pisolino dopo l’ultima tornata di suppostine, termometri e spremute d’arancia ti rispondo qui.
    A Milano abita mio fratello, dopo tre anni a Torino, ma nonostante non sia più il tempo delle valigie di cartone (almeno per chi arriva dal Sud) la città ti lascia sempre a margine, soprattutto se è forte il legame con le tue radici. Lui spera sempre, nonostante un mutuo trentennale fresco fresco, una casa in centro e il lavoro che ha sempre sognato (è giornalista, e Milano è stata una necessità dovuta al suo legame con alcuni programmi televisivi), di poter rinunciare a qualcosa e accettare anche un incarico meno “brillante” pur di avvicinarsi a casa. Mi parlava di Redazioni “minori”, di Cesena, Rimini, Ancona come di un sogno; dicendomi: solo cinque ore da casa, potrei tornare ogni settimana… Siamo noi, forse, a voler sfuggire a Milano, forse perché ha smesso di rappresentare il “sogno” (o forse perché non lo è mai stato, neppure nella “necessità”).

    [È un discorso complesso. Ti scrivo in mail, soprattutto per un saluto decente] 🙂

    Stefano!
    Ma come sono contenta che “il clone” sia utile anche a te! Non sono molto pratica di WordPress, ho solo capito che funziona alla grande perché non permette di armeggiare con l’html, né gradisce Java e qualsiasi script. Abito sobrio, widgets vari ed eventuali forniti esclusivamente dalla casa, fronzoli esterni non ammessi, neppure la clip del reader di Google con i miei post preferiti… 😦
    Un “ridimensionamento” che evidentemente giova alla causa (sarebbe arduo per me e per il mio Mac capire dove siano gli elementi di disturbo in un template tanto “rimaneggiato” come quello di Splinder).

    Grazie. Felice di riaverti tra gli amici abituali, a rendere meno austera una materia (come quella dei libri) che prendo sul serio ma vorrei che in realtà fosse solo un pretesto. Anche per chiacchierare – con levità – di tutt’altro.

    🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 30 novembre 2007 da in Juan Ramón Jiménez con tag , .

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