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Exempla

Exempla
La rinascita dell’antico nell’arte italiana da Federico II ad Andrea Pisano

Rimini, Castel Sismondo

20 aprile – 7 settembre 2008

Quello dell’imperatore era più di uno sguardo rivolto al passato, più di un amore disinteressato o di una semplice citazione archeologica. Si è tanto parlato di classicismo federiciano e discusso di questa sorta di “rinascimento”, favoleggiando di un sovrano collezionista ed estimatore, ricordando la predilezione per quelle ymagines lapideas che nei documenti si racconta adornassero le sue residenze, ripensando alla sostanziosa quantità di “indizi” in tal senso. Come il repertorio decorativo adottato nei suoi castelli, la scelta di coniare augustales aurei raffigurandosi di profilo e con il capo laureato nelle vesti di “Cesare Augusto”, i busti-ritratto, i bassorilievi, i cammei, le sculture reimpiegate…

E poi la porta di Capua, oggi due monconi di torri e qualche severa scultura erratica, ma in origine un poderoso castello-ponte sul Volturno, al confine con i territori della Chiesa, voluto dallo Svevo tra 1233 e 1239 come monumentale arco di trionfo e allegoria della “sua” giustizia. Il tutto – neanche a dirlo – ornato di statue palesemente ispirate alla scultura romana di età imperiale.

Moltissimi specialisti si sono occupati in questi ultimi anni del rapporto tra Federico II di Svevia e l’antico, della duplice valenza – archeologica e simbolica – della citazione e dell’ostentazione dei modelli classici. E del modo in cui tutto ciò trovò espressione nei numerosi cantieri imperiali del Sud (soprattutto della sua amatissima Apulia) ma anche nelle cosiddette arti “minori”, più maneggevoli e idonee a veicolare il messaggio di potere che i modelli classici sostenevano e irradiavano.

Ora questo aspetto diventa il punto di partenza della mostra riminese inaugurata oggi e curata da Marco Bona Castellotti e Antonio Giuliano. Prendendo le mosse da quel Nicola de Apulia che – assimilato l’antico grazie alla consuetudine dell’ispirazione diretta, lasciata la terra della sua formazione e approdato in Toscana – fu maestro insigne di altrettanto insigni scultori con il nome di Nicola Pisano.

 

[Peccato che nella pagina in cui si riproducono alcuni degli oggetti in mostra si attribuisca la didascalia De Arte venandi cum avibus – pensando al celebre trattato di falconeria (con riferimento al codice conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana) – ad un particolare tratto dal famosissimo Exultet di Salerno in cui è riprodotta l’autorità temporale].

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2 commenti su “Exempla

  1. giulia
    27 maggio 2008

    Finalmente riesco a entrare di nuovo nel tuo blog… e leggo sempre cose interessanti che mi mancavano. Giulia

  2. Stefania Mola
    27 maggio 2008

    Carissima,
    spero che su WordPress di problemi non ce ne siano… Il blog è duplicato qui apposta. 😀

    Un saluto affettuoso.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 aprile 2008 da in Federico II di Svevia con tag , .

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