Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

L’ospite incallito

Accosto la fronte alla tua, si toccano,
dico: «È una frontiera».
Fronte a fronte: frontiera,
mio scherzo desolato, ci sorridi.
Col naso ci riprovo, tocco il naso,
per una tenerezza da canile:
«E questa è una nasiera», dico
per risentire casomai
un secondo sorriso, che non c’è.
Poi tu metti la mano sulla mia
e io resto indietro di un respiro.
«E questa è una maniera», mi dici.
«Di lasciarsi?», ti chiedo. «Sì, così»
.

«De Luca è semplicemente uno scrittore che sente di doversi ritagliare, accanto alla prosa, uno spazio espressivo nel quale il suo mondo si affidi alle “righe che vanno troppo spesso a capo“. […] Con la provvisorietà di chi si percepisce sempre e solo come ospite».

Ospite, ma incallito come un fumatore o un giocatore.
Come un napòlide, uno che «ha le valigie sempre aperte perché è di passaggio».

Ne ho scritto qualcosa qui.


Erri De Luca
L’ospite incallito
Einaudi, Torino 2008

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6 commenti su “L’ospite incallito

  1. Giuliano
    26 luglio 2008

    Erri De Luca l’ho seguito molto anni fa, quando ha iniziato le sue traduzioni (letterali) della Bibbia: mi ha insegnato un’enormità di cose che non sapevo.
    Poi l’ho molto trascurato, e adesso da quel che leggo qui mi sa che ho sbagliato…

  2. Stefania Mola
    28 luglio 2008

    Non lo trascuro perché per una serie di coincidenze ogni volta che lo leggo trovo tra le pagine una risposta. E poi: sono napolide anch’io e anch’io ho una segreta passione per il senso delle ascese… per la montagna. Più di tutto, mi affascina il suo essere non credente alla continua ricerca di Dio (o di un senso ultimo, ancorché “provvisorio”); mi affascina il suo modo di coltivare il dubbio, così diverso da quello di tanti atei rancorosi… 😀

  3. ange
    28 luglio 2008

    Mi tocca difendere spesso De Luca, autore criticato soprattutto dai suoi ex concittadini. A me piace la sua ossessione per la limatura delle parole; il rispetto e la modestia con cui affronta la scrittura, come se fosse una montagna.

  4. Stefania Mola
    28 luglio 2008

    Ange,
    meglio di così non potevi dirlo… Un rispetto e un “basso profilo” che gli valgono un apprezzamento sempre piuttosto “tiepido” da parte della critica “blasonata” quando non una liquidazione frettolosa (aria di sufficienza e storture di naso incluse). Penso anche a quella recente retorica del sublime basso firmata da Massimo Onofri… Spocchiosa. 🙄

  5. ange
    3 agosto 2008

    Ciao!
    Così, se passi trovi un saluto 🙂

  6. Stefania Mola
    4 agosto 2008

    È un enorme piacere riemergere dall’apnea e trovare un pensiero così. Grazie, sei cara! 😀

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Questa voce è stata pubblicata il 24 luglio 2008 da in Erri De Luca con tag , .

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